Palermo, scatta un secondo fermo per l’omicidio del cameriere algerino

Nicola Scardina
da Nicola Scardina
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A Palermo scatta un secondo fermo per l’omicidio di Badr Boudjemai, il cameriere algerino ucciso in via Roma nella notte tra il 3 il 4 novembre.

Si tratta del 61enne Kalim El Abed, zio di Alì El Abed Baguera, il tunisino attualmente detenuto in carcere con l’accusa di avere ucciso Badr Boudjemai sparandogli tre colpi di pistola.

Secondo gli inquirenti Kalim El Abed avrebbe aiutato il nipote subito dopo il delitto, trovandogli un nascondiglio per l’arma e per gli abiti che indossava quella notte.

Sul 32enne tunisino grava l’accusa di omicidio volontario, premeditato e aggravato da futili motivi; il suo ricorso è stato respinto pochi giorni fa.

A dimostrare la colpevolezza di Alì El Abed Baguera sarebbero le riprese delle telecamere di videosorveglianza installate nella zona che lo avrebbero immortalato durante il tragitto verso il luogo del delitto, situato di fronte alle Poste Centrali.

Per il procuratore aggiunto Ennio Petrini e il Pubblico Ministero Vincenzo Amico, quei frame lasciano pochi dubbi su chi abbia ucciso il cameriere algerino, poiché farebbero parte di una serie di video che hanno ripreso le fasi precedenti e successive al delitto, messe insieme dai carabinieri del reparto operativo del comando provinciale.

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