Sicilia, 9.119 segnalazioni sospette nel 2025: sesto posto in Italia

L’isola rappresenta il 5,6% del totale nazionale, con un aumento del 2% rispetto al 2024
La Sicilia si conferma tra le regioni più attive nella lotta al riciclaggio. Nel 2025, l’isola ha inviato all’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia 9.119 segnalazioni di operazioni sospette, piazzandosi al sesto posto nella classifica nazionale. Il dato, che corrisponde al 5,6% del totale italiano, segna un incremento del 2% rispetto all’anno precedente, a testimonianza di una crescente attenzione da parte degli operatori finanziari locali.
A illustrare il fenomeno è Gabriele Urzì, dirigente nazionale della Fabi e responsabile salute e sicurezza per il sindacato a Palermo. Secondo Urzì, il risultato siciliano riflette una maggiore sensibilità degli intermediari bancari e finanziari, un potenziamento delle attività di controllo e la diffusione di modelli di rischio più evoluti. Non va sottovalutato, inoltre, il ruolo delle aree economiche vulnerabili, spesso esposte a infiltrazioni criminali.
A livello nazionale, la Lombardia mantiene il primato con il 19,5% delle segnalazioni, seguita dalla Campania con il 12,9%. La crescita, spiega Urzì, riguarda tutti i principali soggetti coinvolti: banche, istituti di pagamento, operatori non finanziari e professionisti. Il fenomeno è trainato dall’uso intensivo degli strumenti digitali e dall’evoluzione delle tecniche di riciclaggio, che richiedono un monitoraggio sempre più sofisticato.
In Sicilia, le operazioni più frequentemente segnalate riguardano movimentazioni di contante non coerenti con il profilo economico del cliente, operazioni frazionate o strutturate, utilizzo anomalo di conti online e strumenti di pagamento digitali, trasferimenti internazionali verso paesi considerati a rischio e attività sospette nei settori immobiliare e commerciale.
Il contributo alla segnalazione arriva soprattutto da banche e istituti di pagamento, ma cresce anche il ruolo di notai, commercialisti, operatori del settore giochi, società di servizi e fintech. Per Urzì si tratta di un segnale positivo, che indica un ampliamento della cultura della compliance e una maggiore capacità di intercettare fenomeni sospetti.
L’aumento delle segnalazioni, conclude il dirigente Fabi, non va interpretato come un peggioramento dei fenomeni criminali, ma come un miglioramento della capacità di individuarli. La posizione della Sicilia, stabile nella fascia alta della classifica, evidenzia un territorio attivo nella prevenzione e un sistema di controlli sempre più attento.



