Con una sentenza destinata a fare discutere, si è conclusa pochi giorni fa la vicenda giudiziaria di una donna che a Palermo è stata assolta dopo essere stata accusata di avere sottratto la figlia ad una prostituta.
La bambina, ad appena un anno di età, era stata sottratta con la forza alla madre biologica, ed era stata affidata dalla donna ad una coppia di Bagheria (formata da un uomo e una trans), per potere essere accudita.
Il gesto della donna, una trentenne, è stato ritenuto necessario, dal giudice della seconda sezione penale del tribunale di Palermo Luisa Emanuele Di Torralta, per assicurare alla piccola un tenore di vita rassicurante che la madre biologica non avrebbe, invece, potuto garantire.
Nel processo a carico della donna, accusata di sottrazione di minore, è quindi stata accolta favorevolmente la tesi dell’avvocato Salvatore Ferrante, difensore dell’imputata, nella quale sono emerse le condizioni di vita della madre biologica, dedita alla prostituzione, ed aggravate dal fatto di non avere una dimora fissa; un contesto quindi di assoluto degrado, in cui non sarebbe stato possibile crescere una figlia nel migliore dei modi.
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