Il comune di Bagheria aderisce all’iniziativa dell’associazione SAMOT, in occasione della giornata nazionale delle cure palliative

Nicola Scardina
da Nicola Scardina
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In occasione della Giornata Nazionale delle Cure Palliative, che si celebra l’11 novembre, il Comune di Bagheria ha aderito all’iniziativa dell’Associazione SAMOT (Società per l’Assistenza al Malato Oncologico Terminale), che prevede la realizzazione di un FLASHMOB per il prossimo venerdì, in Corso Umberto alle 17.00.

Per l’iniziativa, che gode del patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Bagheria, si intende coinvolgere la comunità locale, le istituzioni, gli studenti, nonché volontari e cittadini interessati a diffondere la conoscenza delle cure palliative.

Il flashmob sarà realizzato con la collaborazione dell’associazione di promozione sociale “Danzare le origini”, e sostenuta da danzamovimentoterapeuti attivi sul territorio locale.

«Un flashmob simbolico che prevede l’utilizzo di un grosso gomitolo di filo arancione: un filo che unisce tutti: persone malate, persone care, operatori, volontari, cittadini e istituzioni; un filo che si fa rete per sostenere le persone che ne hanno bisogno» – ha spiegato Emanuela di Fatta, assistente sociale presso l’associazione SAMOT – «un filo che diventa trama, per tessere il mantello che avvolge e protegge; un filo per ricordare il diritto alle Cure Palliative. Per partecipare basta indossare un capo di abbigliamento o un accessorio (sciarpa, borsa, scarpe) di colore arancione, battere le mani e farsi travolgere dal ritmo: non perdete il filo e danzate con noi!» – ha concluso.

La Giornata Nazionale delle Cure Palliative

Nel giorno dedicato alla festa di San Martino, patrono del Volontariato: l’11 novembre, si celebra la Giornata Nazionale delle Cure Palliative.

L’origine della parola “palliativo” deriva dal termine latino “Pallium”, che significa mantello, per rievocare lo storico gesto compiuto da San Martino di Tours, che secondo la tradizione cristiana, circa 1700 anni fa, quando era un giovane soldato incontrando sulla sua strada un mendicante seminudo sfinito dalla stanchezza e dal freddo, decise di tagliare a metà il suo mantello per offrirglielo come ristoro.

La tradizione narra che in quel momento, improvvisamente, il tempo cambiò, e l’aria si fece incredibilmente mite, grazie ad un gesto molto nobile: da quell’istante nacque la famosa “estate di San Martino”.

Il mantello del santo evoca quindi l’idea di protezione, e rappresenta il simbolo per eccellenza delle Cure Palliative.

Le cure palliative

Per cure palliative si intende “l’insieme degli interventi terapeutici, diagnostici e assistenziali, rivolti sia alla persona malata sia al suo nucleo familiare, finalizzati alla cura attiva e totale dei pazienti la cui malattia di base, caratterizzata da un’inarrestabile evoluzione e da una prognosi infausta, non risponde più a trattamenti specifici”. Il riferimento normativo è la legge del 15 marzo 2010, n. 38.

Le cure palliative, quindi, sono quell’insieme di cure, non solo farmacologiche, volte a migliorare il più possibile la qualità della vita sia del malato in fase terminale che della suo nucleo familiare.

La fase terminale è una condizione irreversibile in cui la malattia non risponde più alle terapie che hanno come scopo la guarigione, ed è caratterizzata da una progressiva perdita di autonomia della persona, e dal manifestarsi di disturbi (sintomi) sia fisici, ad esempio il dolore, che psichici.

In queste condizioni, il controllo del dolore e degli altri disturbi, dei problemi psicologici, sociali e spirituali assume importanza primaria.

Lo scopo delle cure palliative non è quello di accelerare né di ritardare la morte, ma di preservare la migliore qualità della vita possibile fino alla fine.

Fonte: Ufficio Stampa del Comune di Bagheria.

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