Termini Imerese, sequestro beni per 1,5 milioni

Operazione della Procura: confiscati conti e immobili
La Procura di Termini Imerese ha messo i sigilli a un patrimonio da un milione e mezzo di euro. Il provvedimento, firmato dal procuratore Angelo Vittorio Cavallo, è stato eseguito nei confronti di un imprenditore locale, le cui attività sono ora al centro di un’inchiesta per reati patrimoniali.
Gli accertamenti, condotti dai finanzieri del comando provinciale di Palermo, hanno portato al sequestro di conti correnti, quote societarie e diversi immobili, tra cui un’abitazione e alcuni capannoni industriali. Secondo quanto ricostruito, i beni sarebbero stati acquistati con proventi illeciti, accumulati attraverso una serie di operazioni commerciali fittizie.
L’indagine, coordinata dal magistrato titolare del fascicolo, è partita da una segnalazione dell’agenzia delle entrate, che aveva rilevato anomalie nelle dichiarazioni dei redditi dell’imprenditore. Le verifiche hanno poi permesso di delineare un quadro indiziario chiaro, portando alla richiesta di sequestro preventivo, accolta dal giudice per le indagini preliminari.
Il valore complessivo dei beni sequestrati ammonta a circa 1,5 milioni di euro, una cifra che gli inquirenti ritengono sproporzionata rispetto ai redditi dichiarati dall’indagato negli ultimi anni. Non è escluso che nelle prossime settimane possano essere disposti ulteriori sequestri, se emergeranno nuovi elementi.
L’operazione rientra in una più ampia strategia della procura di Termini Imerese volta a colpire i patrimoni illeciti e a restituire alla collettività i beni sottratti alla legalità. Il procuratore Cavallo ha sottolineato l’importanza di questi interventi, che rappresentano un deterrente per chi tenta di reinvestire capitali sporchi nell’economia legale.
Gli indagati, per i quali vige la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva, dovranno ora dimostrare la legittima provenienza dei beni sequestrati. L’avvocato difensore ha già annunciato che presenterà istanza di dissequestro, sostenendo che le accuse sono infondate e che i beni sono stati acquistati con risorse lecite.
La vicenda giudiziaria è destinata a svilupparsi nei prossimi mesi, con l’udienza preliminare già fissata. Nel frattempo, i beni sequestrati sono stati affidati a un custode giudiziario, che ne garantirà la conservazione in attesa della decisione del tribunale.



