Finanzieri scoprono truffa ditta edile di Cinisi

Lorenzo Puleo
da Lorenzo Puleo
3 Minuti di lettura

Negli ultimi giorni i Finanzieri della Compagnia di Partinico, svolgendo delle indagini nell’ambito delle attività di contrasto agli illeciti di spesa pubblica, hanno accertato che una ditta di costruzioni di Cinisi ha illecitamente richiesto e ricevuto un contributo a fondo perduto, erogato dallo Stato, per sostenere le imprese in difficoltà economiche a causa dell’ormai prolungata pandemia legata al Covid 19.

Questi contributi, previsti dal “Decreto Rilancio” nel caso specifico per micro, piccole e medie imprese, spettano solamente a chi ha avuto dei ricavi fino a 5 milioni di euro dell’ultimo periodo di imposta precedente a quello in corso, ma per accedere ai fondi bisogna riscontrare una diminuzione del fatturato di due terzi. L’ammontare del contributo a fondo perduto si calcola applicando una percentuale alla differenza che c’è tra il fatturato dell’anno precedente e di quello corrente. Le percentuali da applicare sono tre a seconda dei casi: del 10% per i soggetti con ricavi o compensi nell’ultimo periodo di imposta superiori a 1 milione di euro ed inferiori a 5 milioni di euro; del 15% per ricavi o compensi tra i 400000 euro ed il milione di euro ed infine del 20% se i ricavi o compensi sono inferiori ai 400000 euro.

Le Fiamme Gialle hanno accertato che il rappresentante legale di una ditta di Cinisi, operante nel settore dell’edilizia, “ha contabilizzato nel mese di Aprile 2019 una fattura inerente alla compravendita di un lotto di terreno edificabile, che, invece, da accertamenti documentali (attraverso un atto notarile) è risultata essere stata effettuata e saldata nel mese precedente”. La ditta cinisense non è stata l’unica ad essere controllata dalla Guardia di Finanza, infatti altre due ditte, una di Borgetto e l’altra di Partinico, sono state accusate di aver commesso degli illeciti per usufruire dei contributi del Decreto Rilancio.

Essendo quindi venuti meno i criteri per accedere ai compensi, le ditte sono state denunciate alla Procura di Palermo per il reato di indebita percezione di contributi ai danni dello Stato e sono stati anche segnalate all’Agenzia delle Entrate per il recupero delle somme percepite illecitamente.

Lorenzo Puleo – Cinisi Post

Condividi Articolo
Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.