Le associazioni ambientaliste CAI, GRE, Italia Nostra, Legambiente, LIPU, Rangers e WWF si sono dichiarate contrarie alla realizzazione di un telescopio nelle Madonie.
Il progetto della struttura, bloccato, oltre che dalla protesta ambientalista, anche dalla burocrazia, prevedeva la realizzazione di un Super Telescopio, denominato “Fly eye” con funzioni di rilevamento degli asteroidi pericolosi per la terra, da costruire sul Monte Mufara (prospiciente il massiccio di Pizzo Carbonara a Nord, e la località sciistica di Piano Battaglia).
In una nota congiunta delle associazioni ambientaliste sopra citate, viene fornita la motivazione alla realizzazione del telescopio in territorio madonita: «Il progetto è irrealizzabile, viola divieti di inedificabilità assoluta e distrugge natura e paesaggio, si trovino soluzioni alternative possibili».
Secondo il parere delle Associazioni Ambientaliste, quindi il progetto “Fly eye” è irrealizzabile per violazioni di vincoli di legge inderogabili.

Il progetto “Fly eye” prevede la realizzazione di una struttura che si estenderebbe su una superficie di 800 metri quadri, di cui 360 per un piazzale, con 3.540 metri cubi di volume edilizio, e un’altezza di oltre 13 metri fuori terra, con annessa una pista carrozzabile per l’accesso alla sommità del Monte Mufara.
Tutto questo non solo in piena zona A di tutela integrale del Parco delle Madonie, ma addirittura in area boscata, e nelle fasce di tutela esterna a inedificabilità assoluta, come recentemente ribadito dalla Corte Costituzionale, con la sentenza n. 135 del 26 aprile 2022.
La Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Palermo, inoltre, con provvedimento del 9 agosto 2022 ha rilasciato parere negativo sulla realizzabilità dell’opera.
Le associazioni ambientaliste, fanno notare, infine, che l’Ente Parco ha solo rilasciato un parere preliminare per la realizzazione del Telescopio nelle Madonie, e non il nulla osta definitivo.
«Con questo modo di procedere si alimenta solo il contenzioso e non la ricerca di soluzioni alternative e ragionevoli» – hanno evidenziato le associazioni – che ci tengono a precisare di non essere contrarie alla previsione di un osservatorio astronomico sulle Madonie né tanto meno alle attività di ricerca scientifica, ma vanno rispettate le leggi di tutela ambientale e paesaggistica.
«Non ci sono alternative: o si cambia sito rispetto alla Mufara ubicando l’osservatorio in aree non vincolate a inedificabilità assoluta e lontano dai boschi o il progetto deve essere totalmente rivisto, eliminando dalla sommità della Mufara volumi edilizi e opere che nulla hanno a che vedere con la struttura del telescopio e salvaguardando l’integrità delle aree boscate» – Concludono le associazioni.
La difesa del Telescopio “Fly eye” da parte dei sindaci delle Madonie
Sul fronte opposto non è tardato ad arrivare l’intervento a difesa del progetto del Telescopio, da parte di 24 sindaci dei comuni madoniti (Isnello, Petralia Soprana, Petralia Sottana, Polizzi Generosa, Bompietro, Blufi, Castellana Sicula, Gangi, Geraci Siculo, San Mauro Castelverde, Pollina, Castelbuono, Cefalù, Collesano, Scillato, Montemaggiore Belsito, Caltavuturo, Campofelice di Roccella, Sclafani Bagni, Alimena, Lascari, Caccamo, Gratteri e Aliminusa).
Il gruppo formato dai primi cittadini ha reso noto che è pronto a scendere in piazza per difendere un progetto di rilevanza strategica: «per evitare che l’immobilismo e i ritardi burocratici facciano perdere un’opportunità unica per un intero territorio».
Il progetto del telescopio da costruire sul Monte Mufara, infatti, rischia di naufragare, costringendo l’Agenzia Spaziale Europea a dovere scegliere un altro sito, che sarebbe già stato individuato nelle Isole Canarie.
«L’inattività del governo regionale che deve dare il via libera definitivo al progetto, sostenendolo e attivandosi concretamente senza indugiare sta di fatto determinando il declino del progetto e la conseguente perdita di una grande opportunità di crescita culturale, sociale ed economica unica» – Emerge da una nota dei sindaci dei 24 comuni madoniti.
In una nota i sindaci hanno evidenziato che per le osservazioni scientifiche l’Agenzia Spaziale Europea ha già installato sul Monte Mufara, dove è in fase di collaudo, il telescopio WMT (Wide-field Mufara Telescope), e sarebbe assurdo, quindi, non collocare il rivoluzionario telescopio Fly Eye, con una tecnologia in grado di rilevare degli asteroidi in rotta di collisione verso la Terra.
Nella nota dei sindaci, inoltre, viene fatto presente che il telescopio Fly Eye sul Monte Mufara è stata una scelta condivisa da tutto il territorio in numerosi tavoli tecnici svolti sia presso la sede del Parco delle Madonie sia all’Assessorato Regionale per il Territorio e l’Ambiente, superando le criticità che erano state sollevate.
I 24 sindaci hanno citato le norme in vigore che consentono nel territorio del Parco delle Madonie ampliamenti e realizzazioni di strutture necessarie alla ricerca scientifica, e anche un parere del CGA (Consiglio di Giustizia Amministrativa).
È stato citato anche l’Art 38 della legge regionale 2 del 2023, secondo il quale “in tutto il territorio del Parco sono consentite opere finalizzate alla ricerca scientifica proposte da agenzie nazionali e dichiarate di interesse strategico dalla Giunta regionale, in deroga alle disposizioni di vincolo previste dallo statuto del Parco”.
In questo “braccio di ferro” tra le amministrazioni comunali madonite, e le associazioni ambientaliste, l’elemento che può decretare il vincitore è il parere definitivo della Regione Siciliana, non rimane quindi che attendere la decisione che arriverà dal Palazzo dei Normanni.



