Palermo, riapre Palazzo Bonocore con una mostra interattiva

Dal 1 dicembre riaprirà, a Palermo, Palazzo Bonocore, storica residenza aristocratica del XVI secolo, su cui si sviluppa un progetto di rigenerazione culturale che la Curia, proprietaria del piano nobile, ha affidato a CoopCulture affinché ne faccia una “bussola culturale” per la città.
La destinazione museale di Palazzo Bonocore è considerata dall’arcivescovo Corrado Lorefice una grande sfida, dato che la riapertura della dimora storica darà il via ad una operazione culturale supportata da mostre di grande impegno come quella che apre il ciclo: una mostra interattiva e cross-mediale dedicata alla “Palermo Felicissima”, nata dalla collaborazione tra CoopCulture e Odd Agency.
La mostra interattiva permetterà ai visitatori di interagire con un grande archivio per potere così scoprire luoghi, persone, eventi, ed architetture che riguardano Palermo nel periodo, a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento, in cui la città vive un momento di fulgore europeo, vitalità culturale e spinta imprenditoriale.
È una fase storica nella quale emergono importanti dinastie di imprenditori, fra le quali spicca, innanzitutto, la famiglia Florio a cui viene dedicato uno spazio speciale, ma anche gli Ingham e i Whitaker che dalla lontana Inghilterra vengono in Sicilia per promuovere importanti iniziative.
Si riescono così a conciliare grandi capacità imprenditoriali (i Florio, come è noto, erano presenti in tanti settori produttivi), e un gusto per il bello, affidato alla vena di artisti raffinati, architetti, ed artigiani di talento.
Da queste importanti personalità del mondo dell’arte loro nasce il filone dell’art nouveau che riesce a collocare Palermo in una dimensione di importanza europea, come a farla ammirare in un palcoscenico di grande prestigio.
«È un viaggio – sottolineano i curatori dell’esposizione – che utilizza le tecnologie più avanzate tra visioni, installazioni, postazioni, proiezioni, realtà virtuale e intelligenza artificiale».
Il progetto “Palermo Felicissima” è frutto del lavoro di ricerca di un comitato composto da Laura Barreca, Fabrizio Agnello e Ettore Sessa che hanno studiato a lungo il periodo storico rappresentato nella mostra interattiva, e hanno esplorato archivi, collezioni private e pubbliche per riportare in uno spazio virtuale le testimonianze di un’epoca indimenticabile per Palermo.



