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Palermo, le dichiarazioni spontanee di Martina Gentile al GIP, che tuttavia si è avvalsa della facoltà di non rispondere.
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Archivio

Palermo, le dichiarazioni spontanee di Martina Gentile al GIP

Nicola Scardina
Ultimo Aggiornamento: 11 Dicembre 2023 13:41
Nicola Scardina
Pubblicato 11 Dicembre 2023
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Nubes Formazione

Martina Gentile, figlia della maestra di Campobello di Mazara Laura Bonafede per anni amante di Messina Denaro (attualmente detenuta con l’accusa di associazione mafiosa), si è avvalsa della facoltà di non rispondere al GIP del Tribunale di Palermo sull’accusa di favoreggiamento e procurata inosservanza della pena aggravati.

Tuttavia Martina Gentile, agli arresti domiciliari perché madre di una bimba di tre anni, ha fatto dichiarazioni spontanee riguardanti il suo rapporto con il boss mafioso rimasto latitante per circa 30 anni.

«Da bambina gli ho voluto bene. Ma ora ho capito di aver sbagliato» – ha dichiarato Martina Gentile al GIP di Palermo

Insieme a un’altra fiancheggiatrice del boss, Lorena Lanceri, anche lei ora detenuta, Martina Gentile avrebbe gestito la corrispondenza per il boss durante il periodo della sua latitanza, facendogli anche avere i messaggi di Laura Bonafede.

Gli scambi di “pizzini” avvenivano nello studio di un architetto ed ex assessore comunale anche egli indagato.

Martina Gentile, molto affezionata al boss, che la considerava come una figlia, l’avrebbe anche incontrato durante la latitanza come provano le immagini riprese dalla polizia un mese prima dell’arresto di Matteo Messina Denaro.

Le videocamere installate dagli inquirenti ripresero l’auto del capomafia passare davanti l’abitazione della donna per poi rallentare, e Martina Gentile guardare il boss davanti l’uscio.

Si trattava di una sorta di “protocollo” attraverso il quale Messina Denaro e l’indagata si tenevano in contatto.

Le immagini, tuttavia, non destarono alcun sospetto nella polizia che teneva sotto controllo sia Laura Bonafede sia la figlia.

Per i PM Martina Gentile avrebbe totalmente aderito alla “causa” del capomafia e sarebbe anche depositaria di molti dei suoi segreti.

I magistrati, che stanno cercando di ricostruire la cronologia e la dinamica dei fatti accaduti nel contesto della latitanza del boss, hanno accertato che Martina Gentile faceva per conto del padrino viaggi a Palermo, e stanno tentando di scoprire se durante le sue “missioni” nel capoluogo consegnava messaggi ad altri fiancheggiatori.

La misura cautelare è stata notificata a Martina Gentile nella sua casa di Pantelleria, dove la ragazza stava facendo una supplenza in una scuola media dell’isola.

TAG:bosscapomafiadichiarazioni spontaneefacoltà di non risponderefavoreggiamentoGIPGiudice delle Indagini PreliminarilatitanzaLaura BonafedeMartina GentileMatteo Messina DenaropizziniTribunale di Palermo
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