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La Regione Sicilia e il fondo perduto

Fondo disabili

Ancora una volta la Sicilia non fa i compiti a casa e prende un altro brutto voto. Parafrasato dal freddo linguaggio burocratico, è quanto emerge dalla Relazione della Corte dei Conti sulla gestione del fondo a sostegno delle persone con disabilità istituito per far fronte all’emergenza epidemiologica da Covid 19.

Un’occasione persa che si traduce in difficoltà non da poco per chi sperava in un supporto concreto e più immediato. Purtroppo non è certo una novità per la Regione che spesso, governo dopo governo, si ritrova a premere l’acceleratore per spendere i soldi pubblici che arrivano nell’isola (pena la restituzione).

IL FONDO DI SOSTEGNO PER PERSONE CON DISABILITÀ

Nel corso di questi due ultimi anni la situazione sanitaria legata all’emergenza pandemica ha determinato una forte domanda di protezione sociale diffusa, soprattutto da parte delle persone più fragili che hanno immediatamente dimostrato l’esigenza di una particolare tutela.

Proprio per contrastare le limitazioni e i condizionamenti imposti dalla pandemia, venendo così incontro alla fetta di popolazione più colpita, è stato istituito un fondo di sostegno aggiuntivo per le strutture semiresidenziali per persone con disabilità (decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, Delibera n. 5/2022/G), al fine di garantire comunque l’accesso ai servizi e la continuità della loro erogazione su tutto il territorio nazionale.

L’integrazione delle risorse era stata prevista proprio per potenziare l’assistenza, i servizi e i progetti di vita indipendente per le persone con disabilità o non auto sufficienti e per il sostegno dei caregivers, rafforzando i percorsi di accompagnamento per l’uscita dal nucleo familiare di origine e gli interventi di supporto alla domiciliarità.

REGIONE PER REGIONE, LA VALUTAZIONE DELLA CORTE DEI CONTI SULLA GESTIONE DEL FONDO

Dalla Relazione sulla gestione del fondo di sostegno della Sezione Centrale della Corte dei Conti emerge un quadro variegato sull’uso delle risorse disponibili. «Dei circa 40 milioni di euro trasferiti alle Regioni» – fanno sapere – «soltanto poco più di 17 sono stati erogati alle strutture».

Quattro Regioni non hanno neanche dimostrato l’erogazione ai centri semi-residenziali delle risorse acquisite, per un importo complessivo di 10.640.000 euro. Le altre hanno invece «utilizzato le risorse assegnate in una percentuale variabile dal 100% ad un minimo dell’1%». 

Le Regioni più virtuose Emilia Romagna e Veneto (che hanno utilizzato il 100% del fondo ricevuto), seguite da Toscana, Piemonte e Lombardia (che hanno destinato rispettivamente il 90%, 71% e 67% delle risorse). Ancora a seguire le altre Regioni che hanno trasferito risorse dal 58% a scendere.

Fondo Sicilia

SICILIA, IL FONDO PERDUTO

Non soltanto Basilicata, Campania e Puglia non hanno trasmesso il rendiconto delle risorse erogate ai centri semi residenziali, pur avendo acquisito nel proprio bilancio la liquidità corrispondente che era stata assegnata.

Anche la Sicilia risulta non pervenuta. O, quantomeno, sempre da quanto emerge dalla Relazione, «si è limitata a comunicare di aver avviato le procedure per l’attribuzione delle indennità agli enti gestori» senza ulteriori dettagli. Gli oltre 3 milioni di euro trasferiti alla Regione dal fondo, a oggi, non risultano quindi ancora utilizzati per lo scopo cui erano stati pensati e destinati.

«Difficile individuare» – rileva ancora la magistratura contabile – «le ragioni del parziale utilizzo delle somme rese disponibili in settori, come servizi sociali e sostegno a persone con disabilità, che sono strutturalmente carenti di fondi».

Probabilmente la differenziazione a livello regionale e la connessa disomogeneità nell’erogazione dei servizi sociali, continua, hanno fatto sì «che l’organizzazione territoriale abbia influito sull’uso efficace e tempestivo delle risorse statali».

«L’obbligo di rendicontazione a carico delle Regioni e l’esercizio di funzioni di monitoraggio» – ci tiene però a precisare la Corte dei Conti – «hanno comunque consentito la verifica della corretta utilizzazione del fondo statale e la riacquisizione, per un’utile riallocazione, delle somme inutilizzate al bilancio dello Stato».

 

Claudia Rizzo – Palermo Post

Giornalista. Ha collaborato con Palermo Post nel 2021 e 2022

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