Il TAR accoglie ricorso di un poliziotto che deve accudire il padre

Nicola Scardina
da Nicola Scardina
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Il TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) di Sicilia ha accolto il ricorso presentato da un poliziotto di Palermo che aveva richiesto di non essere trasferito ad un’altra sede diversa dalla città, per potere continuare ad accudire il padre, gravemente malato, titolare di L. 104 e sottoposto ad assistenza palliativa domiciliare.

Dopo essere venuto a conoscenza del fatto di avere vinto un concorso interno per 1.141 vice ispettori di polizia e di essere stato trasferito in un’altra sede, l’agente aveva provveduto a presentare una regolare richiesta nelle sedi opportune, fornendo anche le motivazioni già specificate, e cioè la necessità di accudire il genitore in gravi condizioni di salute.

L’amministrazione, però, aveva rigettato la richiesta dell’agente motivando la sua decisione facendo notare la presenza di altri familiari in grado di assistere il padre.

L’agente, ritenendo ingiusto il rigetto, si è rivolto allo studio legale Leone-Fell & C. per proporre un ricorso e fare valere così i suoi diritti.

«L’amministrazione, al momento delle assegnazioni delle sedi avrebbe dovuto tenere conto di situazioni particolari e accordare il trasferimento, ovvero che continuasse a prestare servizio nella sua città e potesse contestualmente assistere il padre, malato terminale – hanno spiegato Francesco Leone, Simona Fell e Raimonda Riolo, legali dell’agente di polizia – Vista la gravità della situazione, abbiamo presentato un decreto monocratico urgente e siamo lieti che il giudice del Tar Palermo abbia accolto le nostre richieste».

Secondo il giudice le motivazioni alla base della richiesta sono fondate e pertanto ha annullato l’assegnazione presso altra sede e disposto «la permanenza del ricorrente presso la sede ove risiede il padre in condizioni di grave disabilità».

«Analizzando la documentazione relativa al concorso e all’assegnazione delle sedi ci siamo resi conto che l’amministrazione ha rigettato quasi tutte le istanze con risposte preimpostate. In caso di rigetti illegittimi e di diritti negati, come nel caso in questione, è possibile contestare il trasferimento e ottenere il mantenimento della sede» – hanno concluso gli avvocati difensori dell’agente.

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