For Freedom: la nuova mostra di McCurry a Palazzo Reale

Marialessandra Cimò
da Marialessandra Cimò
3 Minuti di lettura

Dal 29 marzo al 17 luglio, a Palazzo Reale a Palermo si terrà la nuova mostra “For Freedoom” di Steve McCurry. È un racconto fotografico incentrato sul dramma delle donne afghane, un vero e proprio urlo di denuncia contro ciò che ogni giorno si consuma. In 49 immagini è stata raffigurata la libertà negata delle donne, che -da un giorno all’altro- sono state ingabbiate e costrette a vivere una vita che non hanno avuto la possibilità di scegliere. McCurry, da sempre maestro nel saper cogliere la vita che si cela dietro uno sguardo, è riuscito ad immortalare lo sguardo di chi un futuro non riesce più ad immaginarlo.
La mostra, aperta al pubblico, è nata dall’incontro e dalla collaborazione tra la Fondazione Federico II e il maestro dei reportage antropologici ed è una miccia volta a far esplodere le coscienze. Nel 2021 con il ritorno dei telebani le donne, che hanno perso ogni diritto allo studio e alla vita sociale, hanno dovuto stravolgere le proprie vite e da libere sono divenute schiave.
Si sono rimaterializzate le atrocità di un passato, che sembrava ormai lontano.
Protagonista della mostra è la violazione dei diritti fondamentali, raccontata da un fotografo che negli ultimi quarant’anni ha dato un volto alle donne afghane, che da sempre sono invisibili. E, come il presidente della Fondazione Federico II, Gianfranco Miccichè afferma: “Ci sono scatti che diventano voce, urlo, richiesta d’aiuto. Dinnanzi ad essi non possiamo sottrarci al ruolo di testimoni. Affinché la nostra coscienza si interroghi.” Aggiunge, poi, il direttore generale della Fondazione Federico II, Patrizia Monterosso: “La mostra For Freedom è la narrazione di quella garanzia di libertà e di diritti per le donne afghane che sembrava conquistata. L’unicità delle fotografie di McCurry rimbalza continuamente tra passati e presenti, tra le speranze e le libertà di un tempo acquisite e le atrocità del presente.”
La narrazione oscilla fra ciò che era e ciò che è. Confrontando il mondo occidentale e quello orientale ci si deve interrogare sul perché la storia non riesca ad insegnarci nulla, al contrario dimostra come sia sempre tutto un perpetuo e incessante ripetersi.

Marialessandra Cimò – Palermo Post

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