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Cinisi, il Comandante Chirco va in pensione

Il Comandante Chirco della Polizia Municipale di Cinisi veste per l’ultima volta l’uniforme, dopo 40 anni di servizio va in pensione. Una carriera iniziata il 16 Luglio 1981 con la qualifica di agente di Polizia Municipale, nel 1995 a seguito di concorso interno l’avanzamento di grado a commissario e nel 2017 la promozione a Comandante.

“Ho sempre caratterizzato il servizio – dice il Comandante Chirco parlando della propria carriera – come spirito di servizio, cioè essendo sempre impegnato in prima persona soprattutto nell’ultimo periodo. Non ho mai detti ai colleghi “andate” ma ho sempre detto “andiamo”. Un dipendente di Polizia Municipale deve essere sempre al servizio del cittadino e deve essere in grado di dare aiuto alle persone in qualsiasi circostanza”. Ripercorrendo questi lunghi anni Chirco trova poche note negative, ricorda le minacce ricevute pochi anni fa, dopo la pedonalizzazione della spiaggia Magaggiari, che hanno portato ad un procedimento penale ed è in via di definizione presso la Procura della Repubblica di Palermo. Molte sono le note positive, uno dei momenti più belli è stata la promozione a Comandante. “Sono contento di avere svolto questo servizio nel mio paese e per il mio paese. Gli ultimi anni di comando mi hanno permesso di organizzare, secondo la mia visione, gli interventi della Polizia Municipale per i problemi che sono sorti nel paese. Ho potuto dimostrare come io intendevo lo svolgimento di questo lavoro all’interno del territorio, credo di esserci riuscito ma il giudizio sul mio operato spetta alla cittadinanza e all’amministrazione”. Ciò che il Comandante porterà sempre dentro è “la stima e l’affetto che molte persone hanno nei miei confronti e che mi commuove”.

Alla festa del suo pensionamento, oltre ad amici e parenti, hanno partecipato i colleghi, il Sindaco, i consiglieri comunali, gli assessori, i parroci Antonio Chimenti ed Antonio Ortoleva che hanno raccontato la disponibilità di Chirco al dialogo ed al confronto, il Segretario Comunale Impastato, il vicesindaco Aldo Ruffino che ha trovato nel Comandante “nonostante fossimo nemici politici, un grande lavoratore sempre a disposizione della giunta comunale con i suoi si ed i suoi no. Ma soprattutto ho trovato un grande amico”, il Presidente del Consiglio Comunale Michele Giaimo che parla della loro amicizia più che trentennale e del loro modo di intendersi solamente con uno sguardo sia per le scelte condivise che per quelle non condivise. Quando prende la parola il Sindaco Palazzolo definisce il Comandante Chirco “un attento difensore del corpo di Polizia Municipale, in grado di formare la futura classe dirigente del Comando di Cinisi, grazie al suo amore assoluto verso questa istituzione, attraverso i suoi insegnamenti”. Infine arrivano i saluti ed i ringraziamenti da parte della Protezione Civile Croce Giovannea e dei colleghi della Polizia Municipale, per questi ultimi parla il vicecomandante Giusy Galati che ripercorre gli ultimi anni di lavoro citando le cose fatte ad esempio l’illuminazione e la segnaletica nelle strade, la videosorveglianza e la rotonda in spiaggia.

Numerose le targhe ricevute, anche il Comando dei Carabinieri di Cinisi ha voluto omaggiare Chirco con una targa in cui vi è scritto “È giunto il momento per te di abbandonare la trincea nella quale sei sempre stato in prima linea. Anche se è giunto il termine della tua carriera sei e resterai solido e rude come una roccia e quindi un importante e indimenticabile riferimento per la comunità di Cinisi”.

Alla fine un commosso Tommaso Chirco ringraziando tutti i presenti dice “i no che ho detto negli ultimi anni sono arrivati per far rispettare la legge ma subito mi mettevo alla ricerca di una soluzione per riuscire a realizzare nel modo migliore le cose a cui avevo detto no. I no sono arrivati pure per il Sindaco ma non ho mai avuto pressioni da parte della Giunta Comunale per fare determinate cose”. Emerge anche un po’ di rammarico per due obiettivi non centrati “il primo è l’intitolazione della Caserma ad una guardia campestre uccisa a Cinisi nel 1944 la cui morte non era neanche registrata negli annali dei carabinieri. La procedura per questo riconoscimento però è stata attivata. La seconda cosa è non avere assunto gli stagionali e quindi mi dispiace non poterli formare, quando si farà il concorso mi impegno a mettere a disposizione la mia esperienza per formare questi ragazzi”. Per ultimi ringrazia la moglie ed i figli per l’amore, la vicinanza e “per avere sopportato i miei orari lavorativi, fatti da turni anche di 12 ore, dovuti ad esigenze istituzionali”.

Lorenzo Puleo – Cinisi Post

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