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Palermo Post > Blog > Cultura > Un posto magico e super premiato: il Museo delle Marionette Antonio Pasqualino
Cultura

Un posto magico e super premiato: il Museo delle Marionette Antonio Pasqualino

Elena Cicardo
Ultimo Aggiornamento: 8 Dicembre 2022 17:07
Elena Cicardo
Pubblicato 28 Settembre 2022
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Nubes Formazione

Non è un museo come gli altri, il Museo delle Marionette Antonio Pasqualino. È un posto magico che catapulta, chi attraversa le sue stanze, in un’altra dimensione. Si trova nel cuore del quartiere della Kalsa di Palermo ed è una vera istituzione siciliana. Nel 2017 ha vinto il premio Icom come Museo dell’anno e oggi è tra i vincitori dell’European Heritage Awards / Europa Nostra Awards 2022.

La sua storia è legata al suo fondatore, Antonio Pasqualino, che era un medico chirurgo ma ha avuto un ruolo significativo anche negli studi antropologici e semiotici. È stato professore a contratto presso la facoltà di Lettere e Filosofia di Palermo nel 1982, è stato condirettore della rivista di antropologia Uomo e cultura, è stato anche tra i fondatori del Circolo semiologico siciliano e vicepresidente dell’Associazione Italiana di Studi Semiotici, nel 1965 ha fondato l’Associazione per la conservazione delle tradizioni popolari, insieme alla moglie, Janne Vibaek, ha raccolto molte testimonianze, dai testi di scena ai pupi, e nel 1975 ha fondato il Museo internazionale delle marionette che, alla sua morte, nel 1995, gli è stato intitolato.

Il museo ha al suo interno circa tremilacinquecento marionette a fili, a bastone e a guanto oltre, naturalmente, ai pupi palermitani, catanesi e napoletani. Il mondo degli spettacoli dei pupi siciliani, che nell’Ottocento è diventato un fenomeno di massa, è raccolto in due collezioni, quella dei pupi appartenenti alla scuola catanese, che sono più alti di quelli palermitani e con le ginocchia più rigide, e quella dei pupi appartenenti alla scuola palermitana con le teste tonde in legno e gli occhi mobili. Ci sono le macchiette comiche, come Nofriu e Virticchiu a Palermo, e Peppenninu a Catania che accompagnavano spesso gli eroi degli spettacoli. E anche le marionette morte in modo violento con la testa mozzata e il corpo martoriato. Poi ci sono i pupi napoletani, quelli provenienti da Bruxelles e Liegi. Le marionette provenienti dalla Cina, dalla Thailandia, dal Vietnam e dalla Birmania, le figure animate di Turchia, Grecia, India, Thailandia, Malaysia, Cambogia, marionette del Mali e del Congo, le scenografie di Renato Guttuso.

A giugno, nel ventennale del prestigioso riconoscimento europeo, il Museo Pasqualino è stato premiato per il progetto di ricerca dal titolo “Piano delle misure di salvaguardia dell’opera dei pupi siciliani – il teatro delle marionette siciliane”, dalla Commissione Europea ed Europa Nostra insieme ad altri trenta progetti provenienti da 18 Paesi diversi. “Questo progetto è un esempio di best practice per la salvaguardia e la gestione sostenibile del patrimonio culturale immateriale – si legge nella motivazione della giuria per il premio al Museo Pasqualino – . Il Piano delle misure di salvaguardia dell’opera dei pupi siciliani ha risposto con successo alle esigenze di una tradizione dalle origini antiche e ha avuto un impatto reale sulla tradizione immateriale, aumentando l’interesse del pubblico e sottolineandone il valore specifico e la sostenibilità in Sicilia”.

Il progetto di ricerca partecipata portato avanti dall’Associazione per la conservazione delle tradizioni popolari si è focalizzato sulle misure di salvaguardia recenti e attuali incentrate sul Teatro dei pupi siciliano, dichiarato nel 2001 dall’Unesco, “Capolavoro del patrimonio orale e immateriale dell’umanità”.

Si è trattato di un lavoro corale, sostenuto dal ministero della Cultura italiano, che ha visto il coinvolgimento di consulenti scientifici e tecnici e la partecipazione attiva della comunità patrimoniale, sia come soggetto di ricerca che come partner. Il progetto è stato articolato in più fasi. L’Associazione ha cominciato con il documentare lo stato attuale della pratica del Teatro dei pupi siciliani e gli elementi di patrimonio materiale a esso connessi, rilevando anche la presenza di altri operatori attivi e collezionisti. Poi sono state individuate le sfide culturali, artistiche, storiche, ambientali, scientifiche e tecniche associate a un patrimonio ricchissimo e si è rafforzata la Rete dell’Opera dei Pupi.

Dopo questa fase, il gruppo di ricerca, in collaborazione con i professionisti del teatro delle marionette, ha individuato e stabilito le priorità per le misure di salvaguardia più appropriate e necessarie. Tutte le raccomandazioni sono state inserite nel progetto che è diventato così una vera e propria road map verso un sistema di azioni, che ha condotto a una governance partecipativa a più livelli ma con l’obiettivo ultimo di promuovere e valorizzare la tradizione del teatro delle marionette in Sicilia.

“Siamo felici e onorati di ricevere questo premio così prestigioso. Il nostro progetto – ha commentato Rosario Perricone, il direttore del Museo delle Marionette – è frutto di un lavoro sterminato e corale, mirato a proteggere un patrimonio fondamentale non soltanto in Sicilia, ma spesso fragile. Abbiamo posto le basi per continuare a dare sempre più visibilità nazionale e internazionale del teatro di figura isolano, creando allo stesso tempo spazio per le sue espressioni e varianti contemporanee e diversificate”. La cerimonia di premiazione del patrimonio si è svolta ieri, il 26 settembre al teatro State Opera di Praga in occasione della European Heritage Awards Ceremony, alla presenza del commissario europeo per l’Innovazione, la Ricerca, la Cultura, l’Educazione e i Giovani, Mariya Gabriel e del presidente esecutivo di Europa Nostra, Hermann Parzinger.

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