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Stop ai test di ingresso: la protesta a Palermo

Si è tenuta oggi, martedì 6 settembre 2022, la prova di ingresso per accedere al Corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia. Quest’anno i candidati iscritti alla prova di ingresso sono 65.378 e si contendono 14.740 posti disponibili su tutto il territorio nazionale.

 

A Palermo, in concomitanza, è stato organizzato un sit in dal Laboratorio Studentesco Autonomo. “La pandemia non ha insegnato nulla. Stop ai test d’ingresso.” È questa la scritta su uno degli striscioni appesi di fronte l’Edificio 19 di Viale delle Scienze. 

Al megafono Giovanni Castronovo ha spiegato: “Due anni di pandemia dovrebbero aver dimostrato a tutti quanto il nostro sistema sanitario sia inadeguato: mancano i fondi, la strumentazione e soprattutto il personale sanitario. Eppure, invece di investire per garantire un sistema sanitario che sia davvero pubblico ed efficiente, in grado di aiutare chi sta male e non può permettersi di andare a curarsi nelle cliniche private, ci ritroviamo ancora con il numero chiuso che ogni anno impedisce a più di 50000 aspiranti medici di esercitare il proprio diritto allo studio per poi garantire a tutti il diritto alla salute. A Palermo quest’anno sono disponibili 475 posti a medicina: una miseria, che costringerà migliaia di ragazzi a iscriversi in altre facoltà, a emigrare o addirittura a non frequentare l’università.”

 

 

 

Gli studenti del Laboratorio Studentesco Autonomi hanno continuato: “E anche per chi ce la fa ad entrare e concludere il ciclo di studi con la laurea, ci sarà un nuovo ostacolo: la trappola dei concorsi di specializzazione. Ogni anno più di 15000 laureati in medicina sono costretti a sottoporsi all’ennesimo test, che impedirà a più di 3000 di loro di specializzarsi.” Ha aggiunto, poi, Dario Palazzolo: “Con strutture fatiscenti o che mancano del tutto, malati lasciati in barella nei corridoi per mancanza di spazio, file assurde nei pronto soccorso e liste d’attesa infinite, mentre i medici e il resto del personale sanitario sono stati costretti a fare i tripli turni, o a essere richiamati nonostante la pensione durante la pandemia, come si può pensare di mantenere il numero chiuso? Servono nuovi medici giovani in grado di tenere aperti i reparti e i presidi sanitari quartiere per quartiere, paese per paese.”

 

Non sono mancati altri interventi, fra cui quello del coordinatore UDU (Palermo) Valerio Quagliato che ha dichiarato: “Il numero chiuso continua ad essere un modo per mascherare quelle che sono delle vere e proprie carenze del sistema universitario che soffre dei continui tagli ai finanziamenti con inevitabili ripercussioni sulla qualità della didattica erogata e sulla mancanza di un reale diritto allo studio. Non è, infatti, diminuendo il numero di studenti che si va a migliorare la qualità dell’istruzione, che dovrebbe essere invece favorita da un vero interesse e reali investimenti. Quello all’istruzione è un diritto fondamentale, pertanto è inaccettabile che questo venga limitato solo per non investire nel sistema universitario.”

E, infine, ha concluso chiedendo maggiori investimenti per il miglioramento della didattica e l’ampliamento delle strutture per andare verso l’abolizione del numero chiuso con tempistiche chiare e brevi, sia a livello locale sia a livello nazionale.

 

 

Marialessandra Cimò – Palermo Post

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