Quel disastroso concerto di Zappa a Palermo, il documentario approda su Netflix

Elena Cicardo
da Elena Cicardo
4 Minuti di lettura

Quella del 14 luglio 1982 è stata una data memorabile per Palermo. E per Salvo Cuccia, regista palermitano, che racconta quello storico ma disastroso concerto che ha segnato la sua vita. Venerdì 25 novembre il suo documentario “Summer 82: When Zappa Came to Sicily” arriva su Netflix. Dopo essere stato presentato come evento speciale e fuori concorso alla 70esima Mostra del Cinema di Venezia ed essere stato mandato in onda dalla Rai, il docufilm, realizzato nel 2013, adesso conquista anche la nota piattaforma di streaming.

«Nel 1982 ero un ragazzo che amava i Beatles e i Rolling Stones. Amavo Jimi Hendrix, i Doors, i Pink Floyd, ma più di tutti amavo Frank Zappa. […] Da qualche mese stavo facendo il servizio militare, destinazione Aviano, vicino Pordenone, nel nord-est, a 1600 chilometri da casa mia quando seppi che Frank Zappa avrebbe fatto un concerto a Palermo, la mia città, il 14 luglio, il giorno del mio compleanno. Avrei potuto perderlo?», racconta Salvo Cuccia in prima persona nel suo documentario. Con l’aiuto di Massimo Bassoli, grande amico e biografo del musicista e altra voce narrante del docufilm, nonché autore del celebre pezzo dell’artista “Tengo ‘na minchia tanta”, la narrazione autobiografica si intreccia con il viaggio che la famiglia Zappa, la vedova Gail Zappa e i figli Dweezil e Moon, ha fatto nel 2011 per tornare a Partinico, paese di origine dei genitori di Frank.

Insomma, la mattina del 14 luglio 1982, Salvo Cuccia si mette in viaggio verso Palermo, destinazione finale stadio La Favorita, per assistere all’ultima tappa del tour europeo del geniale compositore e musicista californiano di origini siciliane. Ma (spoiler poco spoiler) non arriverà in tempo al concerto del suo idolo.

Lo sfortunato concerto di Frank Zappa alla Favorita è uno degli episodi più leggendari del capoluogo siciliano. Chi c’era lo racconta come un totale disastro. Un organizzatore di concerti presente quel giorno, Maurilio Presta, ha raccontato a Repubblica che «il palco era posto al centro del campo, mentre noi spettatori sedevamo sulle gradinate. Il risultato visivamente e acusticamente era disastroso. I musicisti erano dei puntini lontani e la musica arrivava malissimo. Così alcuni decisero di scendere e avvicinarsi al palco, di lì a poco tanti altri fecero lo stesso e a quel punto si creò il caos. Le forze dell’ordine intervennero pesantemente lanciando lacrimogeni ad altezza uomo. Si scatenò il panico».

Un mix di scelte discutibili, da quella della data che coincideva con il Festino di santa Rosalia, a quelle tecniche, e l’intervento esagerato e immotivato, con lacrimogeni e manganellate, da parte delle forze dell’ordine, hanno fatto sì che l’esibizione durasse 40 minuti.

Qualche ora prima l’Italia aveva trionfato in Spagna conquistando il suo Mundial. Ma quella del 1982 è stata un’estate dolorosa per una Palermo insanguinata dalla mafia, cominciata con la strage della circonvallazione a metà giugno e conclusa con l’omicidio di Dalla Chiesa il 3 settembre, a cui si è aggiunto nella memoria collettiva l’episodio di quel concerto maledetto.

A trent’anni di distanza, quando Moon e Dweezil arrivano nella piccola Partinico, Zappa viene ricordato come un simbolo e gli viene dedicata una via.

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