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A Partinico nasce il parco divertimenti della Sicilia occidentale

La notizia c’è, è concreta e merita di essere accolta con favore: un gruppo italo-spagnolo, tramite la società S&P Project srl, ha acquistato circa 27 ettari di terreno in contrada Bosco Falconeria, a Partinico, con l’intenzione di costruirvi «Meraviglia – L’Italia che incanta», un parco dei divertimenti a tema Italia in miniatura. La giunta del sindaco Pietro Rao ha già approvato un Atto di Indirizzo che dà mandato al Settore Pianificazione di avviare il procedimento SUAP in variante urbanistica, ai sensi dell’art. 8 del DPR 160/2010. Il progetto stima un afflusso di 4.000 visitatori al giorno e una ricaduta occupazionale diretta tra i 280 e i 300 posti di lavoro.

È una buona notizia. Anzi, per la Sicilia occidentale è una notizia attesa da decenni. Chi abita nell’area metropolitana di Palermo sa bene cosa significhi portare una scolaresca — o semplicemente una famiglia con bambini — a trascorrere una giornata in un parco dei divertimenti degno di questo nome: significa organizzare un viaggio in pullman fino a Belpasso, in provincia di Catania, dove sorge Etnaland. Ore di strada, logistica, costi. Una penuria che un territorio da un milione e mezzo di abitanti non dovrebbe accettare come normale. Se Meraviglia vedrà la luce, colmerà un vuoto reale. Il sindaco Rao ha già annunciato che nei prossimi giorni convocherà i colleghi del comprensorio per avviare una pianificazione condivisa: infrastrutture, servizi, accoglienza, sviluppo economico. Un approccio territoriale corretto, che riconosce come un’opera di questa scala non possa essere gestita dai confini comunali di Partinico da sola.

Al netto di ciò, è necessario correggere alcune dichiarazioni — del sindaco e persino di alcune testate  — che rischiano di costruire aspettative sbagliate. Il progetto viene definito «per dimensioni, secondo solo a Mirabilandia e oggi paragonabile soltanto a Disneyland Paris». È una frase che non regge all’esame dei numeri.
I dati parlano chiaro. Disneyland Park a Parigi si estende su circa 57 ettari di parco visitabile, all’interno di un resort che occupa oltre 2.100 ettari complessivi, con due parchi tematici, sette hotel Disney, un centro commerciale, un’arena e infrastrutture che non hanno paragoni in Europa. Mirabilandia, il più grande parco d’Italia, copre 85 ettari. Gardaland ne occupa circa 52. Anche Etnaland — il parco che i bambini palermitani conoscono bene proprio per via dei bus noleggiati— si estende su circa 25 ettari. Meraviglia, stando all’Atto di Indirizzo stesso, sorgerà su 273.399 metri quadrati: 27 ettari. Più grande di Etnaland di pochissimo, sensibilmente più piccolo di Gardaland e Mirabilandia, e lontano anni luce da qualsiasi paragone credibile con Disneyland. Affermare il contrario non è ottimismo istituzionale: è un errore che può alimentare delusioni e, peggio, fornire ai detrattori del progetto argomenti facili.

La lettura corretta è un’altra, e non è meno degna. Meraviglia può essere — e si spera che diventi — l’Etnaland della Sicilia occidentale. Un parco di dimensioni medie, con attrazioni a tema, capace di servire un bacino d’utenza enorme che oggi non ha nulla. Non è poco. È esattamente ciò di cui questo territorio ha bisogno, senza che sia necessario paragonarlo a nulla che non sia realisticamente comparabile. La variante urbanistica che si rende necessaria — l’attuale strumento urbanistico di Partinico non prevede aree idonee per un insediamento di questo tipo — è un passaggio ordinario ma delicato, che il Comune ha scelto giustamente di presidiare con un atto politico esplicito, per evitare che il progetto si areni nelle conferenze di servizi o nelle valutazioni ambientali. È un segnale di volontà amministrativa reale, non da sottovalutare.

Restano, naturalmente, molti passaggi da percorrere. Il nome della società committente non è ancora stato reso noto. Le stime di affluenza — 4.000 visitatori al giorno corrispondono a circa un milione e mezzo l’anno, traguardo ambizioso per un parco nuovo in Sicilia — andranno verificate nel tempo. I cantieri non sono partiti. Il percorso SUAP, le valutazioni ambientali, l’integrazione nel redigendo Piano Urbanistico Generale: sono tappe che in Sicilia, tra burocrazia e ricorsi, possono dilatarsi ben oltre le previsioni più ottimistiche.

Ma l’idea è buona, il terreno è comprato, l’atto politico è firmato. Partinico si candida a fare qualcosa che nessun comune della Sicilia occidentale aveva mai fatto seriamente: dotare il territorio di un’infrastruttura del tempo libero che non obblighi le famiglie a salire sull’autostrada in direzione Catania. È un punto di partenza solido. Che resti tale, e non si trasformi nella solita grande promessa — o peggio, nel solito grande annuncio.​​​​​​​​​​​​​​​​

Palermitano, classe '73, Simone è l'esperto IT di Mediartika e co-fondatore di Media Post Network. Alla competenza tecnica nel campo dell'informatica e dei media digitali, unisce la passione per la scrittura, dilettandosi a raccontare soprattutto il mondo dello sport, con un occhio di riguardo per il calcio. Proprio dalla sua prospettiva informata e dalla sua curiosità trae ispirazione per commentare non solo eventi sportivi, ma anche per condividere opinioni e riflessioni sulla Sicilia e sull'attualità in generale.

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