Vandali contro le targhette dei difensori dei diritti umani

Amnesty condanna il danneggiamento nella villa di Piazza Don Bosco e chiede che si faccia luce
Le targhette che ricordano donne e uomini impegnati nella difesa dei diritti umani, collocate nella villa di Piazza Don Bosco, sono state danneggiate da atti di vandalismo. A rendere noto l’episodio è il Gruppo Italia 233 di Amnesty International, che ha espresso indignazione per quanto accaduto e ha chiesto che i responsabili vengano individuati.
Le piccole lapidi erano state installate nel corso degli ultimi tre anni, di volta in volta il 10 dicembre, data in cui ricorre la Giornata internazionale dei diritti umani. L’iniziativa era nata dalla collaborazione tra l’organizzazione e l’Ottava Circoscrizione del Comune di Palermo, con l’obiettivo di trasformare un angolo della città in uno spazio stabile dedicato alla memoria e alla sensibilizzazione.
Ogni targhetta portava un nome e una storia: quella di persone che, in varie parti del mondo, hanno pagato sulla propria pelle la scelta di difendere le libertà fondamentali e la dignità altrui, subendo minacce, persecuzioni e violenze. Il loro valore, secondo Amnesty, non è soltanto simbolico, ma rappresenta un patrimonio civile da tramandare.
Per questo il danneggiamento non viene letto come un semplice gesto di inciviltà o come un danno a un arredo urbano. Colpire quei segni significa cancellare il senso di un percorso costruito insieme all’istituzione locale, che aveva voluto consegnare alla città un luogo permanente di testimonianza.
Giuseppe Provenza, responsabile del gruppo, ha dichiarato che è particolarmente grave che siano stati presi di mira proprio i simboli del ricordo di chi ha speso la propria esistenza per i diritti umani, e che la memoria di queste persone non può essere offesa da un atto vandalico.
L’associazione ha auspicato che venga fatta piena luce sull’accaduto e che i colpevoli siano identificati. Ha inoltre chiesto il ripristino delle targhette danneggiate, perché la villa di Piazza Don Bosco torni a essere un punto di incontro e di riflessione per tutta la cittadinanza.
L’impegno preso tre anni fa con l’Ottava Circoscrizione non viene meno: il ripristino di quelle testimonianze, secondo Amnesty, sarà anzi una nuova conferma dei valori che hanno ispirato il progetto.



