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Palermo, il mercato del silenzio: strategia o vuoto?

ostimet

A venticinque giorni dal raduno di Santa Cristina in Val Gardena, il mercato del Palermo si riassume in una sola voce: il tentativo per Paulo Dybala, il sondaggio del direttore sportivo Carlo Osti che ha bussato alla porta della Joya tramite l’ex dirigente giallorosso Ricky Massara. La risposta è stata un “no, grazie” affettuoso ma fermo: Dybala resta a Roma. Dopo quel sogno romantico, di nuovo silenzio.

E allora la domanda è inevitabile: Osti lavora sotto traccia per costruire finalmente una squadra capace di ammazzare il campionato, oppure dietro il silenzio non c’è ancora nulla? Perché una cosa è certa: questa Serie B è diventata insopportabile. Una proprietà come il City Football Group, un club che si appresta ad avere uno degli stadi più moderni d’Italia, non può prolungare a lungo il suo soggiorno in cadetteria. Quattro tentativi falliti pesano. Il finale drammatico contro il Catanzaro pesa ancora di più.

Ma sul punto va detta la verità. Il silenzio, in sé, non è un male: il vero modello del City è esattamente questo. È un gruppo che lavora per via istituzionale, scouting integrato a dati e video, talenti giovani individuati presto in mercati poco battuti e fatti crescere dentro un’idea di gioco. Non megafono, non aste pubbliche. Sotto traccia si compra meglio: nessuna squadra che si infila nella trattativa, nessun prezzo gonfiato dall’esposizione, nessuna aspettativa da gestire. Visto come sono andate le ultime finestre, l’assenza di rumors può essere persino una buona notizia. Se finalmente si è deciso di lavorare in stile City.

Ma il silenzio ha un costo, e cade nel momento sbagliato. Tra pochi giorni apre la campagna abbonamenti: il tifoso che firma vuole sapere cosa firma. Finora, dalla pagina social dei rosanero, abbiamo imparato a conoscere il dolcissimo gatto che vive al Barbera. Tenero, ma troppo poco. Dopo lo scorso anno servono risposte concrete dal mercato, non un’immagine social.

Il rischio vero, quindi, non è la riservatezza. È sapere cosa c’è dietro. Le squadre si costruiscono dal ritiro, non ad agosto: ad agosto, al massimo, arriva l’occasione last minute. Chi vuole vincere programma e costruisce per tempo, e il tempo è adesso. Coerente col DNA City sarebbe puntare su giovani talenti di prospettiva che entrino nel nuovo 4-2-3-1 di Inzaghi — non l’ennesimo nome pescato tra i procuratori amici dei tempi della Sampdoria, e soprattutto non confermare la squadra più vecchia del campionato, perché con quella non si vince.

Ci auguriamo che Osti stia facendo proprio questo. Ci auguriamo che il silenzio sia il modello che funziona e non il vuoto che si traveste da strategia. Le vacanze sono quasi finite. Tra poco si parte per la Val Gardena: è lì, sul mercato, che capiremo davvero cosa aspettarci dall’anno che verrà.

 

Palermitano, classe '73, Simone è l'esperto IT di Mediartika e co-fondatore di Media Post Network. Alla competenza tecnica nel campo dell'informatica e dei media digitali, unisce la passione per la scrittura, dilettandosi a raccontare soprattutto il mondo dello sport, con un occhio di riguardo per il calcio. Proprio dalla sua prospettiva informata e dalla sua curiosità trae ispirazione per commentare non solo eventi sportivi, ma anche per condividere opinioni e riflessioni sulla Sicilia e sull'attualità in generale.

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