San Giuseppe Jato, confiscati immobili a tre imprenditori palermitani

Nicola Scardina
da Nicola Scardina
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La compravendita sarebbe servita per favorire la latitanza di Matteo Messina Denaro

La Direzione investigativa antimafia, su disposizione di un decreto emesso dalla Corte di Appello di Palermo ha confiscato dei beni immobili a 3 imprenditori palermitani, operanti nel settore agricolo.

Si tratta di 15 edifici e un terreno di 60 ettari situati nel territorio del comune di San Giuseppe Jato nel Palermitano, ed un terreno ubicato a Santa Nnfa (in provincia di Trapani) il cui valore complessivo ammonta a circa 1,5 milioni di euro.

In base agli accertamenti effettuati dalla Dia l’acquisto e la successiva vendita del patrimonio immobiliare confiscato, sarebbe stato oggetto di speculazione ad opera della criminalità organizzata; nello specifico la compravendita dei fabbricati e dei terreni avrebbe originato una notevole quantità di denaro destinata a favorire la latitanza del boss Matteo Messina Denaro, deceduto lo scorso settembre.

I tre imprenditori palermitani destinatari del provvedimento sono: Ciro Gino Ficarotta, il figlio Leonardo e il nipote Paolo Vivirito.

Nel corso delle indagini dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia sono emersi dei riscontri particolari sul fatto che i beni oggetto di confisca, acquistati all’asta da un «soggetto compiacente» ad un valore significativamente inferiore rispetto a quello di mercato, siano stati poi rivenduti ai tre imprenditori indagati con una maggiorazione di prezzo molto rilevante, parte della quale, non dichiarata negli atti di vendita, sarebbe stata destinata, come è stato già specificato, al favoreggiamento della latitanza di Matteo Messina Denaro.

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