Questa mattina, in piazza Principe di Camporeale a Palermo, si è tenuta la cerimonia per il 44° anniversario dell’uccisione del maresciallo maggiore dei Carabinieri Vito Ievolella, Medaglia d’Oro al Valor Civile alla memoria. Un appuntamento ormai radicato nella vita istituzionale della città, celebrato nel luogo esatto dell’agguato del 10 settembre 1981, dove oggi sorge il monumento dedicato al sottufficiale.
Alla commemorazione hanno preso parte il comandante della Legione Carabinieri Sicilia, generale di brigata Ubaldo Del Monaco, il prefetto di Palermo Massimo Mariani, il sindaco Roberto Lagalla, il comandante provinciale dei Carabinieri, generale di brigata Luciano Magrini, oltre alle massime autorità civili e militari. Presenti anche la professoressa Lucia Assunta Ievolella, figlia del caduto, le rappresentanze dell’Associazione nazionale Carabinieri e delle associazioni professionali a carattere sindacale tra militari.
Sul monumento sono state deposte quattro corone di alloro: dell’Arma dei Carabinieri, della Regione Siciliana, dell’Assemblea regionale siciliana e del Comune di Palermo. A seguire, il cappellano militare don Salvatore Falzone ha guidato un momento di preghiera. Prima della conclusione, il generale Del Monaco ha ricordato la figura di Vito Ievolella come investigatore di grande spessore, determinato e capace, stimato dalle istituzioni e noto alla stampa per le sue indagini su casi complessi. Un profilo, ha sottolineato, che resta modello e sprone per l’azione quotidiana di chi indossa l’uniforme.
La giornata è proseguita alle 10 nella chiesa di Santa Maria Maddalena, all’interno del Comando Legione Carabinieri Sicilia, con una messa in suffragio celebrata dallo stesso cappellano militare.
Il ricordo pubblico si accompagna a una biografia esemplare. Nato a Benevento il 4 dicembre 1929, Ievolella entrò nell’Arma nel 1948. Dopo il corso per allievi sottufficiali a Firenze, fu assegnato a Palermo, prestando servizio nelle stazioni urbane Centro, Duomo e Falde, oggi intitolata alla sua memoria. Dal 1965 operò al Nucleo operativo del Gruppo di Palermo, affrontando indagini complesse in un contesto segnato dall’omertà. La sera del 10 settembre 1981 fu assassinato in piazza Principe di Camporeale da un commando mafioso, mentre era in auto con la moglie in attesa della figlia.
Per la sua attività investigativa aveva ricevuto numerosi encomi e attestati di stima. Il conferimento della Medaglia d’Oro al Valor Civile ne sancì il sacrificio e il significato istituzionale: un servitore dello Stato che pagò con la vita l’impegno contro la criminalità organizzata. La città, quarant’anni e più dopo, continua a onorarne la memoria nel segno della giustizia e della legalità.



