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Cefalù e Madonie

Gangi, padre Jerone torna in paese dopo 70 anni

La salma del frate artista traslata da Firenze alla cappella dei Frati Minori

Le spoglie di padre Antonio Jerone riposano da ieri nel cimitero di Gangi, nella cappella dei Frati Minori. Il religioso, morto nel 1956 a 77 anni, era sepolto nel cimitero fiorentino di Trespiano: la traslazione chiude un’assenza durata sette decenni e restituisce al paese madonita uno dei suoi figli più conosciuti.

La cerimonia, distribuita tra ieri e la giornata precedente, ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni civili e religiose, delle confraternite locali e di molta gente comune. Ad accogliere il feretro c’erano fra Antonino Catalfamo, ministro provinciale dei Frati Minori di Sicilia, il sindaco Giuseppe Ferrarello con assessori e consiglieri, il comandante della stazione dei carabinieri Cosimo Damiano Zurlo, il comandante della polizia municipale Nicola Di Marco e Jovanna Porter Seminara, pronipote del frate, giunta appositamente da New York.

Il corteo è partito da piazza San Paolo e ha raggiunto la Chiesa del Monte, dove è stata officiata la messa di suffragio. Il luogo non è casuale: sull’altare si trova la monumentale pala con la Storia del dogma dell’Immacolata, dipinta dallo stesso Jerone, così che l’opera e la memoria del suo autore si sono ritrovate nello stesso spazio. Al termine della funzione la salma è stata tumulata nella cappella dell’ordine francescano all’interno del camposanto comunale.

Nel pomeriggio il programma è proseguito nella chiesa di Sant’Antonio Abate con un convegno dedicato alla produzione artistica e alla vicenda francescana di Jerone. Studiosi, religiosi ed esponenti del mondo culturale hanno analizzato il peso della sua pittura sacra nel Novecento, consegnandone l’eredità alle generazioni più giovani.

Nato a Gangi nel 1879, Jerone entrò nella famiglia francescana e affiancò al sacerdozio un’intensa attività di pittore. Dopo anni trascorsi in Toscana, dove maturò parte della sua formazione, si spense il 29 febbraio 1956. L’iniziativa della traslazione è stata portata avanti dal Comune insieme alle Province dei Frati Minori di Sicilia e Toscana e al Centro Studi Francescani e Medievali. Il sindaco Ferrarello ha parlato di una giornata di coesione per la comunità, che ha scelto di riabbracciare uno dei suoi figli più illustri riconoscendone il valore religioso e artistico.

Nata nel cuore pulsante della Sicilia, Simona Di Salvo, 32 anni, si sta rapidamente affermando come una delle voci più promettenti del giornalismo locale nel vibrante territorio che si estende da Bagheria fino a Cefalù, conosciuto come la Costa d'Oro della provincia di Palermo. Con una penna acuta e un'innata curiosità, Simona collabora attivamente con la rete di magazine e quotidiani Media Post Network, portando alla luce storie, cronache e approfondimenti che toccano l'anima di questa affascinante area.

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