Omicidio Caravello. Si costituisce ventenne nipote di un Boss

E’ già svolta dopo poche ore nel caso dell’omicidio Caravello. Raggiunto da colpi di pistola alla testa a Palermo, nel quartiere Brancaccio, in via Matera. Un giovane di 20 anni, conosciuto dalla famiglia della vittima, si è presentato spontaneamente alla caserma Carini dei Carabinieri in piazza Verdi per confessare l’omicidio dell’uomo.
Il giovane, accompagnato dal suo avvocato, ha ammesso di aver ucciso Caravello, al termine di una lite, l’ennesima, scaturita dal fatto che la vittima si opponeva alla sua relazione sentimentale con la figlia. Il reo confesso ha precisato che non aveva l’intenzione di uccidere, ma che in seguito all’ennesimo litigio ha avuto paura e ha estratto la pistola. Una versione che non convince gli inquirenti: il ventenne si era presentato armato, in una zona non trafficata ed è fuggito dopo aver aperto il fuoco. A occuparsi delle indagini la squadra mobile.
Alessandro Sammarco reo confesso dell’omicidio Caravello, 20 anni, nipote del boss Giovanni Bronte, arrestato nel 2016 nell’ambito dell’operazione “tiro mancino” per detenzione e traffico di sostanze stupefacenti, è stato portato poi alla Mobile dove è stato interrogato. Dalle prime ricostruzioni degli inquirenti non ci sono dubbi che l’uccisione di Caravello sia stata un’esecuzione in piena regola. Con due colpi a bruciapelo in testa. Il sostituto procuratore Gianluca De Leo ha disposto il fermo di Sammarco che è stato portato in carcere.
Redazione – Palermo Post



