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Lipari e Lo Coco 2 grandi Chef si contendono il ristorante al Museo Guttuso

Una suggestione, che via via si concretizza, quella di fare di Bagheria una delle capitali del gusto, anche grazie ad un nuovo ristorante gourmet all’interno del Museo Guttuso. Ed in effetti già adesso l’offerta enogastronomica della cittadina alle porte di Palermo appare di straordinario livello. La stella dei “I Pupi” di Tony Lo Coco brilla e con lei tante altre realtà storiche e nuove ad ampliare l’offerta. Adesso in una delle meravigliose ville bagheresi, Villa Cattolica, sorgerà un ristorante Gourmet.

Il progetto di un ristorante gourmet presso il muso Guttuso è stato recentemente anche protagonista nell’ambito del convegno dedicato al Gusto che si è svolto a Capo D’Orlando nel corso della manifestazione nazionale Pa Social day. “È un’idea che sta riscuotendo grande interesse, all’indomani del convegno c’è chi ha anche telefonato per sapere come venire a cenare al museo e godere della visita del museo Guttuso” – racconta il sindaco Filippo Maria Tripoli – “speriamo che il ristorante possa aprire i battenti il più presto possibile e creare un indotto che coniughi cultura e gusto per promuovere Bagheria”.

E sono due le manifestazioni di interesse pervenute in Comune per la gestione del ristorante gourmet che troverà spazio nei locali dei corpi bassi di villa Cattolica sede del museo Guttuso.
Si tratta del ATI costituenda MM Hotels s.r.l. -Hostaria Aries di Salvatore Lipari e della ditta Emmauri s.r.l. a cui fa capo il ristorante I Pupi di Tony Lo Coco. Due tra le eccellenze bagheresi del gusto tra cui scegliere.

Lo chef Salvatore Lipari ha trasformato la sua Osteria Saperi e Sapori rivisitando i piatti della tradizione come la caponata di pesce spada con mandorle e cacao, la tagliata di alalunga con salsa di peperoni e la pasta aglio, olio e peperoncino con bottarga, gambero rosso di Mazara e zest di lime. Ricerca, anche al di là della tradizione invece nella proposta innovativa dello stellato Tony Lo Coco come ad esempio il Croccante di tapioca con ostrica, merluzzo affumicato, spuma di patate al wasabi e cetriolo fermentato o l’interessante fusione siculo-giapponese del Tataki di ricciola con crema di “canazzo”, peperoni fermentati e cipolla rossa in agrodolce. Ma non manca la tradizione e la valorizzazione dei prodotti del territorio nella proposta culinaria di Lo Coco, come nella sua Triglia a beccafico: triglia croccante su una crema “a beccafico”, realizzata con pangrattato, pinoli e uvetta, con salsa di telline e acqua di mare ed erbette aromatiche.

Insomma sarà una bella sfida quella per accaparrarsi la suggestiva location del Museo Guttuso a Villa Cattolica, vinca il migliore, che sicuramente degusteremo.

Roberta D’Asta – Palermo Post

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