Le Gattoparde. La Sicilia attraverso i racconti delle donne

Redazione
da Redazione
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“Le loro storie non sono mai state raccontate, oppure sono state raccontate male. Perché il mondo, lì in Sicilia, appartiene agli uomini. Ai Gattopardi. E le Gattoparde hanno sempre dovuto accontentarsi dell’ombra.”

Ed è questa frase in copertina che attira la nostra attenzione sul romanzo Le Gattoparde, scritto da Stefania Aphel Barzini. Attraverso le pagine del libro viene raccontata la storia di famiglie aristocratiche Siciliane, da un punto di vista nuovo, quello delle donne. Quelle donne forti, di temperamento, difficili, colte e sfortunate. Ognuna con il proprio vissuto, spesso tragico, ma mai banale.

La voce narrante è quella di Agata Giovanna Piccolo di Calanovella, rimasta ormai sola nella grande casa di Capo d’Orlando dove i rumori della vita proseguono senza far caso alla sua esistenza, che invece si spegne lenta. Decide così, di aprire la sua scatola dei ricordi. Da qui escono spille da balia, cuffie piumate, fiocchi e nastri. Ma anche ricette, cartoline, biglietti, foto ingiallite, lettere e diari. Tutta la storia della sua famiglia. Dalle tante donne che ne hanno fatto parte, le Gattoparde. La nonna Giovannina e le zie Giulia, Maria, Beatrice, Lina, la piccola Pia. E Teresa, sua madre.

Ci troviamo nella metà del 1800, e iniziamo questo viaggio con Giovanna Filangieri Merli Clerici di Cutò. La nonna che Agata non ha mai conosciuto, ma che ha fatto parte del suo vissuto quotidiano grazie ai racconti di mammuzza. Inizia così il racconto delle Gattoparde, quelle mamme, figlie, sorelle, mogli e amanti che nel loro silenzio hanno contribuito a scrivere un pezzo di storia della Sicilia.

Le Gattoparde. Un romanzo per dare luce alle donne

Capitolo dopo capitolo, tra le lettere e i diari ci vengono svelati i pensieri più profondi, i segreti e le paure che hanno accompagnato queste donne. Le Gattoparde, che nonostante le disgrazie che le ha colpite, e i pettegolezzi che le hanno rese protagoniste, hanno continuato a difendere la loro dignità, quella di donne ferite.

A fare da sfondo alle vicende delle sorelle Tasca di Cutò, troviamo una Sicilia che attraversa periodi difficili e alti di gloria. Dal colera che colpì la città di Palermo nel 1885, il tragico terremoto nella città di Messina del 1908, le due guerre mondiali, fino ad arrivare al boom-economico e al 1970.

Accompagniamo le nostre protagoniste, le Gattoparde, nelle loro case.

Nella loro isola felice, il palazzo di Santa Margherita. Qui, hanno trascorso i momenti più belli della loro infanzia, gustando i piatti della tradizione e i gelati di fragola e gelsi.

Nel palazzo di famiglia a Palermo e nella villa a Capo d’Olando, dove Teresa con i suoi figli inizia una nuova vita lontano dalla mondanità di Palermo, con la solitudine come unica compagna.

Villa Piccolo a Capo d’Orlando è la sola proprietà che resta alla famiglia. Santa Margherita, il palazzo a Palermo e tutte le altre proprietà che erano state ereditate da loro fratello Alessandro, detto il Principe rosso, sono andate perdute. Svendute a poco prezzo. Perché è questo che facevano gli uomini, rincorrevano altre donne e sperperavano gran parte di loro patrimoni.

Ed è per questo che tra le pagine di questo libro gli uomini restano ai margini. Perché è un libro che parla di donne, le Gattoparde, che hanno fatto da madre e da padre. D’altronde questa è un’isola che può fare a meno dei padri, è l’isola delle madri. Un’isola femmina.

Francesca Pignataro

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