Il Time Magazine si dimentica della vera Sicilia

Non era necessario un articolo del Time Magazine per sancire la bellezza di una terra la cui storia affonda le proprie radici tra i popoli più antichi: La Sicilia edificata da Fenici, Greci e Romani, culla delle più virtuose culture della Storia. No, non ha bisogno del Time Magazine, a maggior ragione se i luoghi tra i 100 più belli del mondo, citati dalla prestigiosa rivista statunitense,  si chiamano: Villa Igiea, Verdura Resort e San Domenico. Tre strutture ricettive di lusso completamente decontestualizzate dal resto della regione.

Ci sarebbe piaciuto che il Time Magazine avesse parlato dei sette siti UNESCO della Sicilia, seconda regione italiana a contribuire al primato mondiale del Bel Paese. Non sarebbe peregrino pensare che un giro per il parco archeologico di Agrigento sia più gratificante di un cocktail vicino un campo da Golf, isolati 50km più ad ovest del tempio della concordia.

Time Magazine Vs Sicilia

Come decide di passare la propria vacanza un milionario é affar suo. Siamo felici per il gruppo Rocco Forte e per la piccola fetta di economia generata dal turismo di lusso che i luoghi citati dal Time Magazine siano considerati eccellenze da consigliare e frequentare per chi possa permettersele. Ma se parliamo di bellezza, scusate, ma si salta dalla sedia se una macchinetta da Golf venga preferita alla villa del casale di Piazza Armerina o la SPA del San Domenico al fascino vulcanico delle Isole Eolie o dell’Etna.

No, caro Time Magazine, la Sicilia é tanto altro rispetto alle tre strutture alberghiere che avete citato. La Sicilia é forse l’unica terra al mondo in cui é possibile tracciare l’orma civile e culturale dell’evoluzione umana. Dalle necropoli rupestri di Pantalica fino al Cretto di Burri a Gibellina, passando per il barocco della Val di Noto e il patrimonio Arabo-Normanno di Palermo, Monreale e Cefalù.

Se i giornalisti del Time Magazine volessero essere ospiti della nostra umile redazione, li porteremmo volentieri per le vie del centro storico palermitano, lontano dalla realtà,  seppur bella ma ovattata, del Liberty di Villa Igiea a sentire le voci, gli odori, i sapori e la bellezza tutto intorno di una Città antica che gli arabi chiamavano Zyz (fiore).

Simone Di Trapani – PalermoPost

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