Il Palermo di Inzaghi ha fame e vuole vincere

Il Palermo espugna lo Zini al termine di una battaglia decisa solo dalla lotteria dei rigori. Il portiere Bardi si rivela decisivo parando il tiro di Johnsen, regalando ai rosanero il passaggio del turno in Coppa Italia dopo 90 minuti di grande intensità, ma poche occasioni da gol.
CREMONA – Serviva una scintilla per accendere una partita bloccata, tattica e combattuta, e quella scintilla è arrivata solo alla fine, dagli undici metri. Il Palermo di Filippo Inzaghi supera la Cremonese e prosegue il suo cammino in Coppa Italia, al termine di una serata che ha offerto più sudore che spettacolo. Lo 0-0 finale è la fotografia più onesta di un match dove le difese hanno avuto la meglio sugli attacchi e l’equilibrio ha regnato sovrano per tutti i novanta minuti di gioco.
La sfida, più fisica che tecnica, ha visto le due squadre studiarsi a lungo, con i portieri, di fatto, quasi mai seriamente impegnati. Per oltre un’ora, il Palermo è apparso fisicamente più brillante e presente, mostrando una compattezza e una personalità che hanno messo in difficoltà i padroni di casa. La squadra di Inzaghi ha dato l’impressione di avere le idee più chiare, pressando alto e gestendo con maggiore continuità il possesso palla.
Il vero baluardo dei siciliani è stato il pacchetto arretrato. Una difesa magistralmente diretta da Bani, un vero e proprio regista arretrato, ma anche capace di annullare le fonti di gioco avversarie. Al suo fianco, Peda e Ceccaroni hanno offerto una prestazione solida e senza sbavature, con il subentrato Diakité che ha mantenuto alto il livello di attenzione.
Sugli esterni, la spinta di Pierozzi e Augello ha garantito ampiezza, mentre a centrocampo la prova di Segre è stata di grande sostanza e sacrificio, ma non molto lucido negli inserimenti. È apparso invece meno intraprendente Ranocchia, ancora alla ricerca della migliore condizione e della giusta posizione tattica nel nuovo scacchiere rosanero.
Qualche difficoltà in più si è vista in fase offensiva, dove Joel Pohjanpalo è parso spesso troppo isolato. Il centravanti finlandese è stato costretto a un lavoro dispendioso, abbassandosi di frequente per cercare di entrare nel vivo del gioco e dialogare con i compagni, opaca la prestazione di Le Douaron che sull’esterna destra ha mostrato tutti i limiti della scorsa stagione, un po’ meglio Giasy, ma il grande assente continua essere un rifinitore.
L’ingresso nella ripresa di Brunori, insieme a Palumbo e al giovane Corona, ha cercato di dare nuova verve all’attacco, senza però riuscire a scardinare il muro eretto dalla Cremonese. Brunori ha avuto sui piedi la palla dell’1-0 sprecata in malo modo, Corona si è apparso in condizione e pronto a fare esplodere tutto il suo talento, mentre Palumbo non è apparso ancora pronto, sia fisicamente, che tatticamente, a lui si chiede di prende in mano il pallino del gioco offensivo, aspettiamo l’inizio del campionato per capire se potrà essere l’uomo in più di questo Palermo.
Alla fine, la parola è passata alla lotteria dei rigori. I tiratori del Palermo si sono dimostrati glaciali, trasformando tutte le loro conclusioni. Per la Cremonese, l’errore decisivo è arrivato dall’ultimo tentativo, con Bardi che ha intuito la conclusione e si è preso la scena, regalando una vittoria di carattere ai suoi, contro un’avversaria di categoria superiore.
Al di là del risultato, resta la convinzione che il vero valore aggiunto di questo Palermo possa essere proprio il suo tecnico, Filippo Inzaghi. Persona pragmatica e intelligente, l’allenatore ha trasmesso alla squadra una mentalità vincente e una forte personalità, questo Palermo lotta e sembra affamato, adesso bisognerà capire se questa intensità sarà continua.
Ai rosanero serviva proprio il un uomo con la sua esperienza, maturato ai massimi livelli del calcio, la guida perfetta per un gruppo che ha dimostrato di saper soffrire e vincere.
Tra una settimana sarà campionato



