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Cultura

Maccio Capatonda porta il suo teatro in Sicilia

maccio capatonda

Il 6 gennaio al Golden di Palermo e il 7 al Metropolitan di Catania, sempre alle 21

Dopo il debutto e una tournée che sta girando l’Italia, lo spettacolo scritto e interpretato da Maccio Capatonda approda nell’isola per due sole repliche: mercoledì 6 gennaio al Teatro Golden di Palermo e giovedì 7 gennaio al Teatro Metropolitan di Catania. In entrambe le occasioni il sipario si alza alle 21. Le date siciliane sono curate da Menti Associate, con il supporto di Meridiani e Paralleli e Ramires Entertainment; i biglietti sono già in vendita su TicketOne.

Al centro della pièce c’è un direttore di scena sull’orlo del crack, una compagnia di attori con le spalle al muro e un’idea tanto folle quanto disperata: convincere Maccio Capatonda a calcare per la prima volta un palcoscenico, nella speranza di evitare il fallimento e la demolizione del teatro stesso. Da questo pretesto prende forma una commedia che gioca a confondere i piani, dove la finzione si mescola continuamente alla realtà e l’attore dialoga in video con il proprio alter ego, misurandosi con le regole del teatro e con la vulnerabilità – e la sincerità – di chi recita dal vivo.

Tra gag, satira, spot pubblicitari improbabili e parentesi di inattesa poesia, lo spettacolo si interroga con ironia sul mestiere dell’attore, sulla forza dell’immaginazione e sul ruolo del teatro oggi. Un percorso che intreccia cinema, televisione e scena, fino a ribaltare i confini: il palcoscenico diventa un set e il set, alla fine, si trasforma in teatro.

La regia è firmata da Daniele Russo insieme allo stesso Maccio Capatonda, che ha scritto il testo con Paola Pessot, Alessandro Mannucci e Russo. Accanto a Capatonda, un cast di sette interpreti: Angela De Matteo, Alessandra Schiavoni, Peppe Miale, Marika De Chiara, Sergio Del Prete, Davide Mazzella e Manuel Severino. Le scene sono di Roberto Crea, i costumi di Enzo Pirozzi, le luci di Alessandro Caso e Daniele Russo, i video di Alessandro Papa, le musiche di Mariano Bellopede, le coreografie di Isacco Venturini e le foto di scena di Flavia Tartaglia. La produzione è della Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini con Show Bees e Micidial.

Nelle note di regia, Russo racconta di aver inseguito per anni l’idea di portare Capatonda a teatro, convinto che la sua comicità surreale e il gusto per il nonsense affondino le radici in una tradizione che va da Ionesco a Campanile, dai Monty Python a certa comicità italiana che usa l’assurdo per dire qualcosa di vero. Lo spettacolo, spiega, è un gioco di specchi in cui il pubblico è chiamato a essere parte attiva, complice di un esperimento comico e umano che parla del coraggio di esporsi e di cercare una verità dentro la finzione.

35 anni, vive a Palermo e ha fatto dello sport la sua filosofia di vita. Personal trainer certificato, da oltre un decennio affianca atleti e appassionati in percorsi di allenamento personalizzati, puntando sul benessere fisico come motore di equilibrio mentale. Cresciuto a pane e pallone nei campetti di quartiere, ha coltivato una profonda passione per il calcio e il futsal, sport che ha praticato a livello agonistico e che oggi racconta con sguardo competente e appassionato.Accanto all'attività in palestra, Antonio ha sviluppato una vocazione giornalistica che lo ha portato a collaborare con Palermo Post, dove scrive articoli e approfondimenti su sport locali, dilettantismo e realtà giovanili. Conosce bene il tessuto sportivo della città, ne segue da vicino i talenti emergenti e crede fermamente nel valore sociale dello sport come strumento educativo e di riscatto.Autentico, diretto, mai banale nei suoi commenti, riesce a trasmettere nei suoi pezzi la stessa energia che mette in campo con i suoi allievi. Tra un allenamento e una partita, racconta Palermo attraverso lo sport, convinto che ogni storia di sacrificio e passione meriti di essere ascoltata.

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