Il palazzo del re, immerso nella natura

Elena Cicardo
da Elena Cicardo
3 Minuti di lettura

Sorge in mezzo alla natura, a 45 chilometri da Palermo, in una piccola frazione di Corleone. Il Palazzo Reale di Ficuzza, chiamato più comunemente Real Casina di Caccia, fu costruito all’interno di quella che è diventata la Riserva naturale orientata Bosco della Ficuzza, il cui nome deriverebbe dalla grande quantità di fichi selvatici presenti tra la flora del bosco, nel 1799 per conto del re borbonico Ferdinando IV che la volle come tenuta estiva da adibire alla caccia.

Un edificio maestoso e severo, dalla pianta e dalla facciata rettangolari, con un prospetto caratterizzato dalle linee neoclassiche dell’architettura siciliana, il portale centrale è sovrastato dal gruppo scultoreo del dio Pan e della dea Diana con al centro lo stemma borbonico, e in corrispondenza dei corpi, alle estremità della facciata, sono inseriti due grandi orologi murali. Ferdinando di Borbone vi visse ininterrottamente dal 1810 al 1813. Con la palazzina vennero costruiti i fabbricati minori e la piazza centrale, attorno alla quale si sviluppò nel corso del tempo il piccolo centro.

Il progetto della Real Casina di Caccia è dell’architetto regio Carlo Chenchi e include modifiche apportate dall’architetto Giuseppe Venanzio Marvuglia.

All’interno del palazzo, che è stato riaperto al pubblico nel 2009 dopo lunghi lavori di ristrutturazione, ci sono camere, saloni di rappresentanza, una cappella privata e una cantina, oltre alle stalle e ai magazzini. La struttura interna della palazzina è rimasta pressoché invariata, il mobilio originale, invece, è stato distrutto durante i moti del 1820-21.

Nell’edificio si trova anche un museo naturalistico con animali imbalsamati. Del resto, l’hobby preferito del re era la caccia. Da alcuni volumi pare che il re si divertisse a sedere su una roccia scavata nel bosco, che veniva chiamata “il trono del Re”, mentre battitori, veltri e guardiani spingevano le prede verso la sua postazione. Insieme a lui, su poltrone di velluto, sedevano i suoi ospiti, e anche loro aspettavano l’arrivo della cacciagione. Le prede abbattute, al termine di ogni battuta di caccia, venivano portate nei sotterranei della palazzina dove venivano sottoposte a un processo di conservazione.

Dal 2013 la Regione Siciliana ha istituito all’interno della Real Casina di Caccia il “Museo multimediale del bosco di Ficuzza”, un progetto che unisce storia e natura, mettendo in risalto l’immensa biodiversità della riserva, da un lato, e la storia di Ferdinando IV di Borbone durante la sua permanenza a Ficuzza, dall’altro.

Condividi Articolo
Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.