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Figlia della vittima: Sammarco “Non era il fidanzato di mia sorella”

omicidio brancaccio fidanzato

Ci sono tanti aspetti da chiarire sulla morte di Natale Caravello, 46 anni, operaio della Reset, avvenuta ieri sera nel quartiere Brancaccio a Palermo. A cominciare dalla presunta relazione contrastata dal padre nei confronti di Alessandro Sammarco, il giovane di 20 anni che ha confessato di avere sparato ma senza prendere la mira spinto dalla paura della reazione di Caravello.  I familiari hanno ribadito che non c’era mai stata nessuna relazione tra Sammarco e una delle figlie di Caravello. Anzi, il giovane avrebbe cercato in tutti i modi di importunare la giovane fino alle molestie.

“Mia sorella non era fidanzata con l’assassino di mio padre. Il ragazzo era ossessionato da lei a tal punto di stalkerizzarla, minacciarla, intimidirla, minacciarla di morte se non si fosse fidanzata con lui. Mia sorella lo ha sempre rifiutato ed è stato questo a far scaturire la gelosia di questo individuo. Perché nel suo cervello se non era sua non doveva essere di nessun’altro”. Lo scrive su Facebook Francesca Caravello, figlia di Natale, l’uomo ucciso ieri sera a Palermo con 3 colpi di pistola da un giovane che si è poi costituito. “Mio padre è stato brutalmente ucciso solo per dare una dimostrazione che quando parlava diceva il vero – aggiunge Francesca – Sta di fatto che la dimostrazione l’ha data , ma ci ha rovinato la vita, non gli ha fatto nemmeno provare la gioia di accompagnarmi all’altare. Mio padre stava tornando a casa per cena, quando l’individuo ha sparato senza nessuna pietà proprio per ucciderlo. Io ancora aspetto i famosi 5 minuti di mio padre che doveva impiegare per tornare a casa. Ho solo dolore”.

Anche su come sia stato ucciso Caravello ci sono diversi dubbi. Il giovane, accompagnato dall’avvocato Corrado Sinatra, ha raccontato al pm di avere sparato mentre si trovava a bordo dello scooter. Una ricostruzione che non convince e lascia più di una perplessità visto che l’operaio della Reset è stato colpito in testa con due colpi di quelli sparati. Sembra che ci sia stata una rissa e che uno dei due, forse Caravello, abbia lanciato una o più bottiglie d’acqua, che ieri sera sono state esaminate dagli agenti della scientifica. Su tutti questi aspetti stanno lavorando gli agenti della squadra mobile diretta da Marco Basile che nonostante la confessione non hanno smesso di indagare sul delitto.

Redazione – Palermo Post

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