Dopo 8 mesi il Palermo torna a vincere lontano dal Barbera

Simone Di Trapani
da Simone Di Trapani
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Al Mapei Stadium obbligo di vincere per Eugenio Corini, che dopo lo “sfogo” in conferenza stampa, contro giornalisti e quella parte di tifosi che lo criticano, non ha alternative. Così dopo soli otto minuti arriva il vantaggio per i rosanero grazie ad un tap-in di Lucioni su un gran tiro di Lund deviato da Bardi. Partita che si fa in discesa, ma rosanero che, come spesso accaduto lo scorso anno dopo il vantaggio, smettono di proporsi e attendono l’avversario dietro la linea della palla. La Reggiana, da matricola, comincia a crederci e preme sull’acceleratore creando occasioni, che comunque non impensieriscono mai seriamente Pigliacelli. Sembra di guardare lo stesso copione visto e rivisto, con un Palermo che arretra sempre di più per provare sortire in ripartenza. E proprio da una ripartenza a cinque minuti dalla fine del primo tempo Di Mariano viene atterrato sulla linea dell’area di rigore reggiana, da dietro, mentre si involava solo davanti a Bardi. Rosso diretto e partita in cassaforte.

Comincia la ripresa, la Reggiana prova ad impensierire i rosanero, che difendono con ordine e provano a far male in ripartenza. Brunori ha due buone occasioni, ma entrambe sul piede sbagliato, mentre Insigne sciupa a porta vuota un cross rasoterra di Di Mariano. Nesta prova con i cambi a pungere ed il neo entrato Lanini, prima lancia Varela che sbaglia tutti e dopo sull’angolo segna a sorpresa il gol del pareggio.

Si torna a vincere fuori casa

Palermo raggiunto nonostante la superiorità numerica a venticinque dalla fine. Doccia gelata per i tanti tifosi rosanero arrivati a Reggio Emilia da tutto il Nord Italia e dalla Sicilia. Passano però altri 10 minuti e Segre, il migliore in campo, con un velo libera Di Mariano che chiude il triangolo con un cross sulla testa dell’Ex Granata che insacca. Palermo avanti e Corini mette in campo Henderson il pezzo pregiato del mercato rosanero per Vasic e Aurelio per Lund.

Lo scozzese riesce a fare un paio di giocate duettando con Insigne, facendo capire di essere di categoria superiore. Dopo il novantesimo entra Soleri e ancora una volta insacca chiudendo definitivamente i giochi.

La superiorità individuale dei calciatori siciliani è apparsa piuttosto netta, ma con quella eterna sensazione di essere imbrigliati in una scacchiera talvolta troppo stretta. Ma nel calcio contano sempre e solo i risultati ed oggi registriamo il ritorno alla vittoria fuori casa che mancava dal 29 Gennaio scorso ad Ascoli. Se quest’anno si vuole raggiungere la serie A, i punti lontano dal Barbera peseranno come macigni, per il bel gioco si attenderà a tempo indeterminato. Ci chiediamo soltanto cosa altro dovrà fare Soleri per partire da titolare?

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