Ballarò cambia volto

Marialessandra Cimò
da Marialessandra Cimò
3 Minuti di lettura

“Si vucia, s’abbannia. Ballarò è magia”

È questa la frase che accoglie chi varca l’ingresso del quartiere dell’omonimo mercato di Ballarò dal lato di via Mongitore e via dei Barbieri, dove c’è la storica fabbrica di cannoli Rosciglione.
Ballarò è tutt’oggi il mercato del popolo e delle “abbanniate”, un luogo in cui con il semplice utilizzo della propria voce si attraggono al banco i clienti vendendo la propria merce: una dimensione quasi pittoresca, il connubio perfetto fra le usanze del passato e una cruda autenticità. Un insieme di colori, voci, odori e “balate” bagnate rappresentano le viscere della città di Palermo: un mondo che va preservato e soprattutto regolarizzato.

Infatti, dopo l’approvazione del regolamento nell’ottobre 2021 e grazie alla sinergia fra la precedente amministrazione e l’impegno delle associazioni come “Mercato Storico Ballarò”, si sta compiendo uno degli ultimi atti per la regolarizzazione dei mercatari storici di piazza del Carmine.
È stato pubblicato qualche giorno fa sull’albo pretorio del Comune il bando per l’assegnazione di 41 concessioni per gli stand al coperto e per l’erogazione di contribuiti a fondo perduto per l’avvio dell’attività. Le domande potranno essere inviate fino al
28 febbraio

L’ex presidente della prima circoscrizione, Massimo Castiglia, afferma: “Sarà possibile regolarizzare tutte le botteghe e i banchi storici presenti sin dal 1994, senza produrre nessuna espulsione. Si pensi all’impatto che potrà avere l’apertura di 40 partite Iva in un quartiere dove non c’è mai stata una regolamentazione virtuosa. Il senso della nostra iniziativa sin dalle origini è stato proprio questo: non mandare via nessuno e mantenere i venditori storici, accompagnandoli verso la legalità. Legalità intesa come diritti e doveri. Il mercato di piazza del Carmine non sarà come la Rambla di Barcellona dove tutto è stato spettacolarizzato con l’arrivo di venditori moderni. A Ballarò rimarrà l’identità del vecchio mercato. Ci auguriamo che l’amministrazione attuale prosegua in questa direzione, soprattutto in un quartiere dove ci sono sacche di illegalità diffusa.” 

I venditori, che godranno di una concessione valida per 12 anni dal rilascio, potranno operare nei due spazi ad oggi realizzati dallo Iacp: 8 stalli nel mercato piccolo, già pronto, e nel mercato grande, non ancora completato, un totale di 33. Si potrà avere anche la possibilità di ottenere una somma per l’avvio dell’attività: 215 mila euro che potranno essere suddivisi in importi dall’entità diversa.

 

Marialessandra Cimò – Palermo Post

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