ZEN come Tepito: Minacce di Morte in Diretta all’Inviato Rai

Palermo, quartiere Zen. Un nome che, secondo le cronache, evoca paragoni inquietanti con realtà come Tepito a Città del Messico: zone franche dove l’ingresso sembra possibile solo sotto la protezione delle forze dell’ordine, e dove, nonostante ciò, il rischio di intimidazioni e minacce rimane palpabile. Una descrizione cruda che ha trovato drammatica conferma questa mattina, quando una troupe della Rai, impegnata in un servizio sulla recente strage di Monreale, è stata vittima di una palese aggressione verbale e di pesanti minacce.
L’inviato Giorgio Saracino si trovava in collegamento diretto con la trasmissione “Ore 14” di Rai 2, condotta da Milo Infante. Insieme al suo operatore di ripresa, stava aggiornando il pubblico sugli sviluppi delle indagini relative al triplice omicidio che ha scosso la Sicilia. Nonostante la presenza di due Carabinieri, specificamente assegnati per garantire la loro sicurezza, la situazione è precipitata in pochi istanti.
Un’automobile, con a bordo due uomini, è sfrecciata a velocità sostenuta sfiorando pericolosamente i giornalisti al lavoro. Non contenti, dal veicolo è partita una minaccia diretta e brutale all’indirizzo di Saracino. Il conducente, abbassando il finestrino, gli avrebbe urlato: “Se non ti sposti ti ammazzo”. Parole gelide, che hanno immediatamente fatto scattare l’allarme e hanno trasformato un collegamento di cronaca in una scena di aperta intimidazione.
I Carabinieri presenti non hanno esitato. Hanno prontamente fermato l’autovettura e i suoi due occupanti sono stati immediatamente condotti in caserma per essere identificati e sottoposti agli accertamenti del caso, per chiarire la loro posizione e le motivazioni del loro gesto.
In studio, il conduttore Milo Infante, appresa la gravità della situazione e la minaccia diretta ricevuta dal suo inviato, ha preso la responsabile decisione di interrompere il collegamento da Palermo. Una scelta dettata dalla prioritaria necessità di tutelare l’incolumità fisica e la serenità di Giorgio Saracino e del suo cameraman, sottolineando la difficoltà di operare in contesti dove la libertà di stampa e il diritto di cronaca vengono così palesemente messi a rischio.
L’episodio odierno getta un’ombra pesante sul lavoro dei giornalisti impegnati a raccontare fatti di cronaca complessi e radicati in territori difficili, evidenziando come, in certe zone, anche la presenza rassicurante delle forze dell’ordine possa non essere sufficiente a scoraggiare atti di prepotenza e intimidazione.



