Una telecamera ha consentito di ricostruire la strage di Monreale

MONREALE – Via Benedetto D’Acquisto non è più la stessa. Dove fino a poco prima dell’1:30 di notte risuonavano voci e musica, ora echeggia il silenzio rotto solo dalle sirene. A terra restano i segni indelebili di una violenza cieca: una ventina di bossoli calibro 9×21, schegge di proiettili conficcate nei muri, nelle fioriere, nel parabrezza infranto di una Mini Cooper. E, soprattutto, il sangue di tre uomini – Andrea Miceli, Salvatore Turdo, Massimo Pirozzo – colpiti al petto, al collo, all’addome.
Ma come si è scatenato l’inferno? La chiave è nelle registrazioni sgranate delle telecamere di sorveglianza, fotogrammi che, pur nella loro imperfezione, cuciono insieme i momenti di un massacro durato una manciata di minuti.
L’Occhio Elettronico Racconta:
Non è un film, ma la cruda realtà che emerge dai video. Vediamo una folla, circa cento persone che animano la via. All’improvviso, all’1:28, un frammento di tensione: un giovane in giubbotto scuro si libera da una presa e fugge dall’inquadratura. Pochi secondi, e una madre trascina via la sua bambina, allontanandosi dal pericolo imminente.
Poi, la svolta. Entra in scena un uomo con un giubbotto bianco. Impugna un oggetto che riflette la luce, identificato dalla Procura come una pistola. Una ragazza prova a fermarlo, ma senza successo. È qui che inizia la prima fase del terrore.
Il Crollo e la Fuga Disperata:
L’1:29 segna uno dei momenti più drammatici: un giovane, appena colpito, si piega e cade. Da terra, alza un braccio in una muta, disperata richiesta d’aiuto. La gente intorno è divisa tra il panico e il tentativo di soccorso. È il risultato della prima raffica di colpi.
Il Secondo Atto, dalla Moto:
La violenza, però, non conosce tregua. All’1:31, mentre la confusione regna sovrana, una moto di grossa cilindrata – una Bmw Gs, secondo un testimone – irrompe sulla scena. A bordo, due persone. Il passeggero, anch’egli vestito di bianco, replica la scena precedente: braccio teso, fuoco. Altri colpi esplodono tra la folla che cerca disperatamente riparo, abbassandosi. Qualcuno tenta una reazione istintiva e vana, scagliando una sedia contro la moto in fuga.
L’Ombra degli Assassini:
Chi sono gli autori di questa barbarie? Un nome emerge dalle indagini: Salvatore Calvaruso, 19 anni. Confesserà di essere stato lui a sparare dalla moto, aggiungendo che su quel mezzo sarebbe dovuto fuggire anche lui, lasciando intendere una possibile presenza di tre persone sulla Bmw al momento della fuga. L’identità del primo sparatore, l’uomo col giubbotto bianco a piedi, resta inizialmente avvolta nel mistero catturato dalle telecamere.
Due raffiche di proiettili, un breve intervallo, tre minuti di terrore puro. Questo è il tragico bilancio di una notte che ha trasformato il cuore di Monreale in una scena del crimine, lasciando una comunità sotto shock e tante domande ancora aperte.



