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“Tre Coltellate, Lui Libero che Ride”: Lo Sfogo del Giovane Ferito a Campofelice di Roccella

campofelice di roccella piazza

CAMPOFELICE DI ROCCELLA (PA) – “Domenica sono stato vittima di un’aggressione violenta. Ho ricevuto tre coltellate. Un gesto assurdo, codardo, da vigliacco. Un atto di violenza che avrebbe potuto costarmi la vita”. Inizia così l’amaro sfogo affidato ai social network da un giovane di Campofelice di Roccella, che la notte del 4 maggio scorso è stato brutalmente aggredito nel centro del paese. Le sue parole, cariche di dolore e incredulità, hanno squarciato un velo di silenzio su una vicenda che, denuncia, rischiava di passare sotto traccia, con il suo aggressore ancora a piede libero.

“Eppure, questo episodio è passato inosservato, come se nulla fosse successo,” continua il giovane nel suo post, scritto appena uscito dall’ospedale. La sua denuncia è un pugno nello stomaco, soprattutto quando descrive la situazione attuale: “Ciò che mi è successo è passato totalmente inosservato, e lui è ancora in giro che ride e scherza, dando di fatti un messaggio sbagliato per i giovani: che si può uscire armati senza subire alcun tipo di ripercussione.”

L’aggressione, secondo le prime ricostruzioni dei Carabinieri che conducono le indagini, sarebbe scaturita da motivazioni di una futilità disarmante: un presunto “like” o un commento online indirizzato alla fidanzata dell’aggressore. Una dinamica che richiama altri recenti episodi di violenza giovanile, ma che non attenua la gravità di quanto accaduto a Campofelice.

Il giovane ferito non risparmia critiche sulla gestione iniziale della vicenda: “L’amministrazione comunale nemmeno ha detto e fatto nulla,” scrive, manifestando la sua delusione per una mancata presa di posizione pubblica immediata. “Ciò che mi colpisce di più è che un fatto del genere, che dovrebbe scuotere tutti, è passato inosservato.”

Il sindaco di Campofelice di Roccella, Giuseppe Di Maggio, raggiunto dalla notizia diffusasi attraverso i social, ha dichiarato di aver appreso dei fatti “con alcuni giorni di ritardo” e di essersi subito messo in contatto con gli inquirenti, sottolineando che “la vicenda non è del tutto chiara”.

Un appello alla riflessione collettiva è giunto anche dall’ex sindaca del paese, Michela Taravella. “Non conosco la vicenda e me ne rammarico,” ha affermato, “perché avrebbe dovuto essere conosciuta da tutti e soprattutto avrebbe dovuto, per la gravità del fatto, essere oggetto di una adeguata analisi e riflessione da parte di tutta la Comunità.” Taravella ha invitato a “interrogarci sulle cause di una tale escalation di violenza in una società sempre più problematica,” esprimendo poi, “da mamma e volontaria impegnata ogni giorno contro ogni forma di violenza,” la sua “solidarietà e vicinanza a Ryan” – nome con cui ha identificato la giovane vittima – dicendosi dispiaciuta per l’accaduto e per la scarsa considerazione iniziale riservata all’episodio.

Ma è il monito finale di Ryan a risuonare con più forza, un avvertimento che va oltre la sua personale, drammatica esperienza: “Domenica è toccato a me, ma potrebbe toccare a chiunque. Potrebbe toccare a tuo figlio, un amico, un familiare, una persona a te cara.” Parole che chiedono giustizia, ma soprattutto una presa di coscienza collettiva, perché la violenza, conclude implicitamente il suo messaggio, non diventi mai un fatto da archiviare nell’indifferenza.

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