Gli striscioni apparsi oggi sulla ringhiera dello stadio “Renzo Barbera” non sono un fulmine a ciel sereno, né tantomeno un atto di sterile polemica. Rappresentano, al contrario, la sacrosanta e civile espressione di un dissenso profondo, quello della Curva Nord, cuore pulsante del tifo rosanero. Una voce che, è bene sottolinearlo con forza, incarna il sentimento di un’intera città, ferita e stanca di promesse mancate e di un atteggiamento che sa di sufficienza.
In un panorama calcistico dove troppo spesso l’amarezza e la frustrazione sfociano in gesti inconsulti e violenti, la tifoseria palermitana, e la sua Curva Nord in primis, offre una lezione di civiltà. Il loro dissenso, espresso con la forza pacifica degli striscioni e dei cori, nasce da un amore viscerale per i colori rosanero, un amore che si sente tradito, messo a dura prova da una gestione che non sembra comprenderne l’essenza. Altrove, per molto meno, si assiste a scenari deprecabili; a Palermo, si sceglie la via della protesta argomentata, ferma, inequivocabile, ma sempre nel perimetro della correttezza.
Questa amarezza, che ha trovato eco nelle parole scritte e appese al Barbera, non è figlia del caso. È il risultato di una percezione diffusa, quella di una distanza siderale tra la base, che vive di passione e sacrifici, e i vertici di una multinazionale, il City Football Group, da cui finora sembrano essere arrivati più segnali di spregio e presuntuosa arroganza che quella “cura e amore” di cui una piazza come Palermo ha un disperato e vitale bisogno. Il sentimento palpabile è quello di non essere ascoltati, di vedere la propria fede calcistica, il “Rispetto per la propria passione” – come si chiedeva già in passato – calpestato da logiche aziendali fredde e distaccate.
Ecco perché la voce della Nord, quando si esprime con tale civiltà e chiarezza, non può che trovarci al suo fianco. Non si tratta di alimentare divisioni, ma di riconoscere la piena legittimità di chi, amando profondamente, chiede di essere rispettato e considerato. Gli striscioni sono il termometro di una città che non chiede l’impossibile, ma trasparenza, impegno tangibile e, soprattutto, considerazione per la propria storia e il proprio incrollabile attaccamento.
Il Palermo FC, nella sua attuale gestione targata CFG, farebbe bene a non sottovalutare questi segnali. Ignorare il sentimento della propria gente, soprattutto quando espresso con tale maturità, è il primo passo verso un distacco che potrebbe diventare insanabile. La passione dei tifosi è il vero, inestimabile patrimonio di ogni club; quella rosanero, oggi più che mai, chiede semplicemente di essere onorata con i fatti, con un cambio di rotta che privilegi l’ascolto e il rispetto, anziché l’arroganza e la supponenza. Palermo merita di più. I suoi tifosi lo hanno dimostrato, ancora una volta.



