Recupero del superyacht Bayesian: riprendono i lavori dopo la tragedia

Ripartiranno domani, giovedì 15 maggio, le operazioni di recupero del superyacht Bayesian, bloccate nei giorni scorsi a seguito dell’incidente costato la vita a Rob Cornelis, 39 anni, sub olandese rimasto vittima di un tragico incidente sottomarino. L’annuncio è stato dato da Marcus Cave, responsabile dell’Architettura Navale e Direttore tecnico di TMC Marine, la società che guida le delicate operazioni di recupero del relitto.
«La tragedia della scorsa settimana ha colpito profondamente tutte le persone coinvolte in questo progetto. La perdita di Rob Cornelis ha lasciato un vuoto umano enorme, ma allo stesso tempo ha rafforzato il senso di responsabilità e l’impegno di tutti noi nel portare a termine, con la massima sicurezza, questo complesso intervento tecnico», ha dichiarato Cave, sottolineando che la ripresa delle attività avverrà solo in presenza di condizioni meteo marine favorevoli.
Il Bayesian, superyacht di lusso da oltre 70 metri di lunghezza, era stato protagonista di una manovra di recupero in fase avanzata quando, nella mattinata dello scorso giovedì, si è verificato l’incidente che ha coinvolto il tecnico subacqueo Cornelis. L’uomo era impegnato in un intervento preliminare alla stabilizzazione della struttura immersa quando è rimasto incastrato nei meccanismi di una delle piattaforme idrauliche installate sul fondale. Nonostante il tempestivo intervento dei colleghi e dei soccorsi, per lui non c’è stato nulla da fare.
A seguito dell’incidente, le operazioni sono state immediatamente sospese e tutta l’area sottoposta a sequestro tecnico da parte delle autorità competenti. Le indagini, coordinate dalla Capitaneria di Porto e dalla Procura competente per territorio, sono tuttora in corso per accertare eventuali responsabilità, anche a carico della società appaltatrice e degli enti coinvolti nel piano di recupero.
Dal quartier generale di TMC Marine, si ribadisce la piena disponibilità a collaborare con gli inquirenti. «Abbiamo fornito e continueremo a fornire tutta la documentazione richiesta, dalle planimetrie degli impianti alle registrazioni subacquee delle attività. Vogliamo che sia fatta piena chiarezza su quanto accaduto, anche per rispetto della famiglia di Rob e per garantire la sicurezza di tutto il personale impegnato nei lavori futuri», ha proseguito Cave.
Contestualmente, la direzione tecnica ha aggiornato il protocollo di sicurezza in cantiere, rafforzando i presidi in fase subacquea e ricalibrando le modalità operative secondo le indicazioni preventive emerse dai primi rilievi ispettivi. Le nuove misure includono l’obbligo di doppio monitoraggio per tutte le immersioni, l’inserimento di un ispettore esterno nelle fasi critiche e l’installazione temporanea di sistemi di comunicazione diretta tra le squadre in superficie e gli operatori in immersione.
Secondo quanto comunicato da TMC Marine, la ripresa riguarderà inizialmente le attività preparatorie sospese a causa della tragedia. Si procederà con nuove ispezioni del fondale, il ripristino delle boe di segnalazione, e la verifica delle condizioni strutturali dello scafo, parzialmente inclinato su un lato.
Il progetto di recupero, uno dei più ambiziosi degli ultimi anni in ambito nautico civile, prevede la messa in galleggiamento assistita dello scafo, l’installazione di galleggianti modulari e il successivo traino verso il cantiere di destinazione. L’intera operazione, secondo le stime iniziali, dovrebbe protrarsi fino alla fine dell’estate, ma il calendario verrà riformulato alla luce dei ritardi e delle necessarie revisioni tecniche.
Il Bayesian, varato nel 2021 e battente bandiera delle Isole Cayman, era ancorato in rada per operazioni di manutenzione straordinaria quando ha subito un’anomala inclinazione dell’assetto. Le cause del danneggiamento strutturale che ha reso necessario il recupero sono tuttora oggetto di analisi, ma tra le ipotesi c’è quella di una falla improvvisa nello scafo in corrispondenza di un condotto tecnico. Il relitto si trova attualmente a circa 18 metri di profondità, in una zona di fondale sabbioso e con correnti variabili, elemento che ha complicato fin dall’inizio le operazioni di recupero.
Il nome di Rob Cornelis resterà legato a questo progetto. Esperto subacqueo e consulente per operazioni marine complesse, aveva lavorato in contesti internazionali per oltre 15 anni, distinguendosi per professionalità e competenza. TMC Marine ha fatto sapere che dedicherà un memoriale interno al tecnico olandese, e che una parte del compenso complessivo del progetto sarà devoluta alla famiglia di Cornelis attraverso un fondo dedicato.
Nel frattempo, la comunità marittima internazionale segue con attenzione l’evoluzione di un intervento che rappresenta una sfida tecnica e simbolica. Il Bayesian è molto più di un’imbarcazione da recuperare: è un simbolo della complessità dell’ingegneria navale moderna, ma anche del prezzo altissimo che, talvolta, si paga per portare a termine imprese di tale portata.
Se le condizioni meteo marine saranno favorevoli, da domani il cantiere tornerà a pulsare, con un occhio in più sulla sicurezza e nel ricordo di chi, con il proprio lavoro, ne ha pagato le conseguenze più dolorose.



