Pena ridotta per Antonino Borgia, aveva ucciso l’amante incinta

La Corte di assise di Appello di Palermo ha ridotto la pena inflitta in primo grado ad Antonino Borgia, imprenditore di Partinico (Palermo), imputato dell’omicidio della sua amante, di origini romene, ma sempre vissuta proprio nella cittadina del golfo di castellammare, Ana Maria Lacramioara Di Piazza. Trentenne e incinta di quattro mesi, del Borgia, Ana Maria fu assassinata nel novembre 2019 al termine di una lite fra i due amanti, ma non con premeditazione e crudeltà, come aveva ritenuto la corte di assise nel processo di primo grado.
Per cui la corte d’assise d’appello ha deciso di ridurre la pena per l’omicidio ad Antonino Borgia, a cui in primo grado erano stati inflitti trent’anni di carcere, a diciannove anni e 4quattro mesi. L’imputato, sposato e padre di due figli, secondo la lettura dei giudici di appello, agì in un momento di rabbia e senza avere preordinato l’esecuzione. I giudici d’appello nella sentenza hanno infatti cancellato le aggravanti legate alla premeditazione, ai motivi abietti e futili e alla crudeltà.
A Borgia veniva anche contestato il procurato aborto. La madre di Ana Maria e il figlio di 11 anni si sono costituiti parte civile nel processo, assistiti dell’avvocato Angelo Coppolino. La Procura generale valuterà se fare ricorso in Cassazione per reintrodurre le aggravanti che avevano portato alla condanna in primo grado dell’imprenditore di Partinico, quando tra 75 giorni si conoscerenno le motivazioni che hanno portato la corte d’appello a ridurre sensibilmente la pena all’omicida..



