Palermo, una lapide in memoria di Elda Pucci a Palazzo delle Aquile

Una lapide dedicata a Elda Pucci a Palazzo delle Aquile. La proposta avanzata dal presidente del Consiglio comunale Totò Orlando – e votata all’unanimità a ottobre dell’anno scorso dai 33 consiglieri presenti – diventa realtà.
La targa sarà inaugurata domani 11 giugno alle 12:00, alla presenza dei familiari. «Un riconoscimento che il Consiglio comunale ha voluto per mantenere attuale l’impegno che Elda Pucci ha lasciato in eredità all’intera collettività», dice il presidente del Consiglio comunale Totò Orlando.
D’altronde, Elda Pucci non poteva non passare alla storia: non soltanto è stata consigliera comunale dal 1980 al 1990, in un periodo in cui non era facile avere la presenza femminile nelle Istituzioni, ma è stata anche e soprattutto la prima e unica sindaca donna del capoluogo.
CHI ERA LA COSIDDETTA “LADY DI FERRO”
Nata a Trapani nel 1928, Elda Pucci si laureò in Medicina presso l’Università degli Studi di Palermo, specializzandosi in Clinica pediatrica e mostrando, fin da subito, un carattere forte e deciso.
All’epoca, infatti, alle donne laureate molti non riconoscevano il titolo. Così Elda Pucci, insieme ad alcune colleghe, decise di non stare con le mani in mano: dato che le donne in ospedale non erano chiamate ‘dottoresse’ ma ‘signorine’, iniziò a non rispondere più a chi le mancasse di rispetto. La piccola ma grande rivoluzione ebbe un effetto: alla fine iniziarono anche loro a ottenere il riconoscimento che meritavano.
Svolse la professione di pediatra e docente all’ospedale dei Bambini Di Cristina di Palermo, conquistando anche in questo caso importanti primati: è stata la prima donna in assoluto a presiedere un ordine provinciale dei medici a Palermo.
ELDA PUCCI LA MEDICA
Bambini poverissimi, figli di politici famosi e di boss mafiosi: Elda Pucci non guardava alla condizione sociale o familiare per curare. Nella sua lunga carriera di medico ha curato qualsiasi bimbo, portando avanti la propria missione sanitaria anche attraverso un’intensa attività di volontariato. Operava, infatti, nel Centro di Previdenza per l’Infanzia dell’Oratorio di Santa Chiara, dove era in contatto con la realtà dei piccoli della Vucciria.
Le cure prestate e il lavoro svolto con dedizione le permisero di costruire una solida credibilità, che ha poi rappresentato la base del forte consenso popolare raccolto nel corso della sua militanza politica.
L’IMPEGNO POLITICO DI ELDA PUCCI
Nel 1980 si candidò, per la prima volta, al Consiglio comunale di Palermo, carica ricoperta successivamente più volte, sempre tra le file della Democrazia Cristiana, per poi ottenere anche il ruolo di sindaca nell’aprile 1983, occupando il posto che prima di lei era stato di Salvo Lima e Vito Ciancimino.
I giornali dell’epoca scrissero che era evidente che la sua elezione volesse essere «una mano di vernice sopra una facciata sporca».
Ma Elda Pucci dimostrò il contrario col suo piglio, e lo scoprirono presto anche i suoi stessi colleghi di partito. Da subito si mostrò infatti intenzionata a onorare il suo ruolo, nonostante attacchi e intimidazioni. Tanto che appena un anno dopo l’elezione, fu sfiduciata. Eppure nei 12 mesi precedenti aveva conquistato l’appellativo di “lady di ferro” per la risolutezza e la fermezza con la quale aveva lottato contro la mafia.
Durante il suo mandato per la prima volta il Comune si era costituito parte civile in un processo contro Cosa nostra.
UNA BATTAGLIA CONTRO IL SUO STESSO PARTITO
Tante battaglie quelle affrontate da Elda Pucci. Quella più grande e difficile, sicuramente, è stata proprio all’interno della Democrazia Cristiana, contro Vito Ciancimino e la sua corrente. Uno scontro giocato sugli appalti che l’amministrazione comunale gestiva.
Aveva scoperto, infatti, che i prezzi fissati fino ad allora erano dieci volte superiori a quelli correnti. Così si era “impuntata” che per l’appalto delle manutenzioni fosse indetta una gara pubblica.
Ecco il perché della sfiducia, estremo tentativo di rendere vani i suoi propositi. A portarli a compimento, però, fu il suo successore Giuseppe Insalaco, anche lui uomo della Dc. Grazie al suo impegno gli appalti comunali furono affidati attraverso gare pubbliche. Anche lui fu però sfiduciato, dopo solo appena 100 giorni, e fu ucciso dalla mafia nel 1988.
L’ATTENTATO A PIANA DEGLI ALBANESI
La sera del 20 aprile del 1983 la sua villa di Piana degli Albanesi fu fatta saltare in aria con 25 chili di esplosivo, un messaggio chiaro mandato dai boss Bernardo Brusca e Totò Riina.
Anni dopo, un collaboratore di giustizia considerato attendibile rivelò che la mafia era intenzionata a ucciderla, ma a salvarla furono i meriti professionali che le sono stati riconosciuti in quanto dottoressa.
ELDA PUCCI IN EUROPA
Dopo la parentesi di sindaca di Palermo, Elda Pucci fu eletta anche deputata al Parlamento Europeo e divenne membro della commissione per i bilanci e della delegazione per le relazioni con le Repubbliche di Jugoslavia. Al termine di questa esperienza si allontanò dal mondo politico, dedicandosi esclusivamente ai suoi piccoli pazienti.
Proprio al mondo della politica è legato uno dei suoi grandi rimpianti: «la scarsa presenza delle donne nelle istituzioni, una presenza che col tempo diminuisce invece che aumentare; ciò rende più povera la politica perché più donne ne migliorerebbero la qualità».
Elda Pucci è morta nel 2005 per una brutta malattia, ma di lei rimane una memoria indelebile come donna e professionista. E la lapide lo ricorderà alle generazioni future che passeranno da quegli scranni.
Claudia Rizzo – Palermo Post



