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Palermo, pari di sostanza al Manuzzi

brunori palermo cesena
foto dalla pagina facebook Palermo FC

Il filo della partita racconta di un Palermo maturo, capace di soffrire e reagire: a Cesena finisce 1-1, con la firma di Mattia Bani a rimettere in equilibrio il vantaggio bianconero di Blesa. Un punto che pesa: conserva l’imbattibilità dei rosanero, li mantiene nel gruppo di testa e conferma tenuta mentale e organizzazione difensiva in un pomeriggio tutt’altro che semplice.

L’avvio è coraggioso. La squadra di Pippo Inzaghi prende campo, palleggia con pazienza e trova varchi sulle corsie. Le occasioni più nitide maturano proprio nella prima mezz’ora: Bani svetta su invito di Palumbo senza inquadrare la porta, quindi Le Douaron costringe Klinsmann a un intervento d’istinto che tiene lo 0-0. Ma è nel momento migliore dei rosa che il Cesena colpisce: pressione sulla costruzione, palla recuperata e affondo verticale che porta al pallone vagante in area sfruttato da Blesa, puntuale sotto misura. Azione figlia dell’intensità romagnola e di un contatto in area su Berti che resta senza sanzione: l’arbitro lascia correre e i padroni di casa vanno all’intervallo avanti.

La ripresa si apre con brividi per il Palermo: Shpendi ha subito la palla del raddoppio ma non trova il bersaglio, preludio a qualche minuto di fatica nella gestione delle seconde palle. Scampato il pericolo, i rosanero rialzano il baricentro e costruiscono la loro reazione. Un legno di Pohjanpalo su palla inattiva di Augello accende la squadra; poco dopo la giocata che vale il pareggio: cross morbido di Augello dalla sinistra, lettura perfetta di Bani che anticipa in area e scarica un destro imparabile per Klinsmann. Da lì in avanti i cambi riequilibrano l’inerzia senza cambiare il risultato: le difese prevalgono, e le ultime fiammate non scavano il solco.

Dal punto di vista tattico, il Palermo ha mostrato personalità nella prima costruzione e compattezza in non possesso, pagando però un paio di imprecisioni che hanno alimentato le ripartenze avversarie. Davanti, manovra meno fluida del solito complice il ritmo serrato e gli impegni ravvicinati; sulle fasce, la continuità è arrivata a tratti, ma la qualità dei cross — quello di Augello sull’1-1 ne è la prova — resta un’arma chiave. Inzaghi, a fine gara, ha espresso rammarico per il mancato vantaggio iniziale e soddisfazione per la risposta del gruppo: quando non si può vincere, l’istinto di squadra è non perderla. In sala stampa Bani, match-winner di giornata per i rosa, ha sottolineato difficoltà e valore del punto in uno stadio caldo e contro un avversario in salute.

La fotografia del pomeriggio racconta anche ciò che accade oltre la linea bianca. Il Palermo resta imbattuto e continua a somigliare a una squadra che ha preso gusto a difendersi da collettivo, con le distanze corte e la lettura delle seconde palle che ne fa una delle retroguardie più affidabili della B. Bani fa da metronomo dietro, Ceccaroni interviene nei momenti di affanno, gli esterni accompagnano senza sfilacciarsi: dettagli che spiegano perché i rosanero concedano poco e restino sempre in partita. Dal campo arrivano pure segnali rassicuranti: Gomes si ferma, ma sono soltanto crampi, una notizia che pesa in un centrocampo già orfano di Ranocchia e costretto a spremere energie in serie.

E adesso il calendario non fa sconti. Martedì il Barbera promette il pienone per il Venezia, avversario che ambisce alle prime piazze e che alza l’asticella delle verifiche. Ci si arriva con un risultato utile e, soprattutto, con la consapevolezza maturata in una gara spigolosa: saper raddrizzare una partita fuori casa, tenendo la barra dritta nei momenti storti, è merce preziosa in un campionato lungo e livellato. In serate così, il peso del pubblico può trasformare un punto di ottobre in un mattone di primavera: non illumina la classifica, ma costruisce memoria, fiducia, abitudini. È quel capitale invisibile che, quando la stagione imbocca i tornanti decisivi, fa la differenza tra chi resta attaccato al treno e chi lo guarda passare.

Palermitano, classe '73, Simone è l'esperto IT di Mediartika e co-fondatore di Media Post Network. Alla competenza tecnica nel campo dell'informatica e dei media digitali, unisce la passione per la scrittura, dilettandosi a raccontare soprattutto il mondo dello sport, con un occhio di riguardo per il calcio. Proprio dalla sua prospettiva informata e dalla sua curiosità trae ispirazione per commentare non solo eventi sportivi, ma anche per condividere opinioni e riflessioni sulla Sicilia e sull'attualità in generale.

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