National Geographic. Palermo una perla per i nomadi digitali

Elena Cicardo
da Elena Cicardo
4 Minuti di lettura

Unica città europea, Palermo è in cima alla lista delle cinque località migliori al mondo per lavorare da remoto. A stilare la classifica è stato il National Geographic, nella versione destinata al Regno Unito, che al primato di Palermo, in questa sorprendente top five, ha fatto seguire Bali, Lima, Città del Capo e Antigua.

Secondo l’autorevole rivista, Palermo è la città ideale per i nomadi digitali, cresciuti in modo cospicuo durante la pandemia. Una tendenza che, grazie ai progressi tecnologici e all’aumento della flessibilità lasciata in eredità dai vari lockdown, è destinata a crescere.
“Con uno stile di vita sano e rilassato, il caldo clima mediterraneo e un costo della vita inferiore rispetto alla maggior parte del Regno Unito, la luminosa capitale della Sicilia, Palermo, offre ai giovani professionisti una vera fetta de La dolce vita”, dice il National Geographic spiegando perché ha incoronato come meta privilegiata per i professionisti che lavorano a distanza proprio il capoluogo siciliano.

Il magazine ritiene Palermo la città ideale per gli amanti della cultura. Dovrebbe invece scegliere Bali, in Indonesia, con le sue spiagge orlate di palme e le sue giungle lussureggianti, chi ama il surf e la meditazione. Lima, in Perù, andrebbe scelta per le delizie culinarie. Città del Capo, in Sudafrica, è la meta perfetta per chi cerca le escursioni, Antigua, in Guatemala, per chi è attratto dall’avventura.

Cita il mercato della Vucciria, l’articolo del National Geographic, come il posto migliore per assaggiare il celebre street food palermitano. “I professionisti – si legge ancora – possono sedersi, lavorare e osservare il mondo in una delle tante magnifiche piazze della città, circondate da caffè laptop-friendly, venditori ambulanti e boutique.

Durante la pausa pranzo, passeggiare per le strade storiche è come salire su un palcoscenico: strette viuzze simili a suq sono piene di cupole arabe, facciate barocche e luminosi mosaici bizantini che raccontano il passato multiculturale della città”. Per motivare la scelta si legge delle prelibatezze culinarie, delle arancine, dei cannoli, della pasta alla norma. Ma anche di un calendario culturale all’avanguardia e di una frizzante vita notturna che rendono la città dinamica e divertente.

Ci sono aziende, come Remote Year, che aiutano i nomadi digitali a scegliere la località in cui spostarsi, supportandoli nella ricerca dell’alloggio, di spazi di lavoro con una buona connessione wi-fi e di community di potenziali colleghi con la stessa visione del mondo.

Ma Palermo lo sa già che per lei attrarre giovani professionisti che scelgono di lavorare da remoto potrebbe essere una grande opportunità, al netto di tutti i problemi oggettivi di cui la città soffre. Non è un caso che in piena pandemia proprio qui, dall’intuizione di alcuni giovani, sia nata l’associazione “South Working – Lavorare dal Sud”, un progetto di promozione sociale che stimola e studia il fenomeno del lavoro agile da una sede diversa da quella del datore di lavoro o dell’azienda, in particolare dal Sud Italia e dalle aree marginalizzate, con il fine di ridurre il divario economico, sociale e territoriale.

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