Lercara Friddi, 8 cuccioli abbandonati tra i rifiuti: salvati dai Carabinieri

Non piangevano, non abbaiavano. Stavano Lercara Friddi, semplicemente lì, rannicchiati l’uno sull’altro dentro una scatola di cartone gettata tra i rifiuti, nel silenzio freddo dell’alba. Otto cuccioli di cane, piccoli, fragili e già segnati dalla crudeltà umana. A Lercara Friddi, alle pendici del Colle Madore, la giornata di ieri si è aperta con una scena che ha commosso l’intera comunità ma che, fortunatamente, ha conosciuto un epilogo di speranza.
A notare la scatola abbandonata è stato un cittadino che, di buon’ora, si trovava nei pressi della caserma dei Carabinieri. All’interno, ha scoperto i piccoli, infreddoliti e sporchi, gettati via come spazzatura. Senza esitare, ha segnalato l’accaduto al militare di servizio. Immediato l’intervento dei Carabinieri della locale Stazione, che si sono precipitati sul posto, portando i cuccioli al caldo all’interno della caserma, per sottrarli al freddo e all’abbandono.
La macchina dei soccorsi si è messa in moto senza perdere tempo. Con il coordinamento della Polizia Locale e il tempestivo arrivo del servizio veterinario dell’ASP, i cuccioli sono stati sottoposti alle prime cure. Le loro condizioni, inizialmente molto gravi, parlavano di malnutrizione, disidratazione e una diffusa infestazione da parassiti. Segni inequivocabili di un abbandono prolungato, se non addirittura di una nascita avvenuta in condizioni di totale trascuratezza.
Grazie all’assistenza ricevuta, le condizioni dei piccoli stanno lentamente migliorando. I veterinari, pur mantenendo la prognosi riservata per alcuni dei cuccioli, parlano oggi di una situazione “sotto controllo”. Un periodo di osservazione sanitaria sarà necessario, ma la vita degli otto cuccioli è ormai salva.
A prendersene cura, al termine del protocollo veterinario, sarà l’associazione locale “La banda dei randagi”, realtà no profit attiva da anni nella lotta al randagismo e nella promozione dell’adozione responsabile. Il compito ora è trovar loro una casa: famiglie pronte ad accoglierli con amore, pazienza e il rispetto che ogni essere vivente merita.
Nel frattempo, i Carabinieri hanno avviato le indagini per risalire all’identità di chi ha compiuto un gesto tanto vile. L’abbandono di animali è un reato previsto dal Codice penale, punibile con l’arresto fino a un anno o con una multa fino a 10.000 euro. Le forze dell’ordine stanno visionando eventuali filmati di sorveglianza nella zona e raccogliendo testimonianze che possano aiutare a fare luce su questo episodio.
«È un atto di inciviltà e di crudeltà che non possiamo accettare – spiega un militare della Stazione di Lercara –. Ma oggi possiamo dire di aver salvato otto vite. E questo è ciò che conta». L’episodio, pur nella sua drammaticità, ha messo in evidenza la prontezza e la sensibilità della comunità lercarese e delle istituzioni che la presidiano.
La storia dei cuccioli di Lercara Friddi è l’ennesimo promemoria sulla necessità di una cultura del rispetto verso gli animali, ancora troppo spesso vittime dell’indifferenza o della violenza dell’uomo. Ma è anche la testimonianza che, di fronte alla barbarie, ci sono cittadini pronti a intervenire, operatori pubblici capaci di agire con umanità e associazioni che continuano a lavorare ogni giorno per restituire dignità a chi non ha voce.
Chi fosse interessato ad adottare uno dei cuccioli potrà rivolgersi, nelle prossime settimane, direttamente all’associazione “La banda dei randagi”, che ne curerà la profilassi, la microchippatura e la collocazione in famiglie selezionate. Intanto, mentre gli occhi di otto cuccioli guardano il mondo con cauta speranza, le forze dell’ordine continuano a cercare chi ha pensato di liberarsene senza un briciolo di coscienza.
A Lercara, questa volta, l’inciviltà non ha avuto l’ultima parola.



