La strage di portella della ginestra: Tornano le celebrazioni

Marialessandra Cimò
da Marialessandra Cimò
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Oggi, dopo due anni di pandemia, per il suo 75esimo anniversario torna ad essere ricordata la strage di Portella della Ginestra. Il primo maggio del 1947 circa 2000 lavoratori e contadini si erano riuniti nella piana di Portella della Ginestra per celebrare la festa dei lavoratori quando Salvatore Giuliano e la sua banda iniziarono a sparare sui manifestanti. Inizialmente si credeva che gli spari fossero dei mortaretti ma quando ci si accorse del sangue di chi era stato colpito, la folla lasciò che fosse il terrore a dominare. Quel giorno furono undici le vittime tra braccianti, contadini, donne e bambini.
La grande manifestazione organizzata dalla Cgil assieme alla Flai Cgil inizierà con la commemorazione alle ore 08:30 presso il cimitero di Piana degli Albanesi, dove sarà deposta una corona di fiori nella cappella. Si proseguirà con il corteo, il cui raduno avverrà presso la Casa del Popolo di Piana, e durante la marcia sarà accompagnato dalla banda di Mezzojuso “Giuseppe Petta”. Si raggiungerà così il pignolo di Portella, memoriale della strage e al Sasso Barbato si svolgerà la cerimonia, che aprirà con la lettura dei nomi delle vittime da parte di Serafino Petta (uno dei sopravvissuti).

Si proseguirà coi saluti istituzionali e gli interventi di Maria Modica (responsabile della Camera del Lavoro di Piana degli Albanesi), Mario Ridulfo (segretario generale Cgil Palermo) e di Giovanni Mininni (segretario generale Flai Cgil nazionale). La cerimonia si concluderà con l’esibizione musicale del gruppo Shega, che canterà la poesia di Francesco Guccini “Avevo la bocca piena di sole” tradotta in arberesh e che è presente nel libro “Noi che gridavamo al vento” di Lorenzo Machiavelli.

Quella di oggi sarà un’occasione volta non soltanto a ricordare e a fare luce sulle zone d’ombra di quest’eccidio ma anche a diffondere un vero e proprio messaggio di pace e come ha aggiunto Ridulfo: “Sognavamo un ritorno alla normalità dopo questi due anni di pandemia e invece anche questo primo maggio è segnato da un altro virus, la follia della guerra. Da Portella intendiamo mandare la nostra incondizionata solidarietà, senza né e senza ma, a tutto il popolo ucraino, come al popolo palestinese, al popolo curdo e a tutti i popoli di ogni parte della terra, la cui terra è stata invasa e che, lottando, resistono per la propria libertà e per costruire il proprio futuro. Il nostro sarà un primo maggio per il lavoro, i diritti, la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro, l’ambiente, la libertà d’informazione, i giovani, i migranti, gli anziani, le persone non autosufficienti, contro il lavoro nero e precario e contro ogni forma di sfruttamento, contro tutte le mafie, le violenze e le discriminazioni. Ma ci sarà una motivazione in più: l’impegno per la Pace, contro tutti i fascismi e tutti i razzismi.

L’appello per un Primo Maggio per il lavoro e per la pace diffuso dalla Cgil ha già ottenuto più di sessanta adesioni da parte di associazione e molte altre realtà appartenenti al mondo laico e cattolico.

Marialessandra Cimò – Palermo Post

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