La figura del counselor: a Cefalù uno dei maggiori esperti nazionali

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Counseling e cambiamenti sociali sono, da sempre, molto legati tra loro. La complessità della società in cui viviamo oggi, i molteplici bisogni emergenti, i continui cambiamenti socio-relazionali che ridisegnano costantemente confini e priorità, valori e istanze individuali e collettive hanno dato un forte impulso alla cultura del counseling in Italia, introducendo, di fatto, una prospettiva della relazione d’aiuto disgiunta dai contesti clinici e/o sanitari.

Delle prospettive professionali e del ruolo di questa figura nella società odierna si parla a Cefalù con una delle principali figure di rappresentanza nazionale. Venerdì 5 maggio (ore 17) presso la Sala delle Capriate del palazzo comunale sarà ospite Alessandra Benedetta Caporale che presenterà il suo volume edito da Franco Angeli “”Essere counselor”.

Dopo i saluti istituzionali introdurrà i lavori l’assessore alle Politiche Sociali Laura Modaro e interverranno, insieme all’autrice, le counselor Valeria Balistreri e Stefano Zoletto. Modera il dibattito la referente Sicilia del Coordinamento AssoCounseling Elvira Adamo.

“Il Counselor – spiega l’assessore Modaro – è un professionista in grado di offrire un aiuto trasversale che mira a sostenere le persone nella dimensione di autonomia, scelta e responsabilità personale, indispensabile oggi nelle nostre Comunità.

Una delle caratteristiche del Counseling è, infatti, quella di declinare la relazione d’aiuto nella vita quotidiana ed in diversi contesti sociali e professionali, accogliendo i bisogni e agevolando la realizzazione di specifici obiettivi espressi da persone, gruppi, organizzazioni.

L’identità professionale del Counselor in Italia è tuttora al centro di un dibattito culturale e politico all’interno della grande famiglia delle professioni d’aiuto. Nel muovere i suoi passi verso una definizione condivisa, ha attraversato e ancora vive differenti stadi di affermazione.

D’altra parte, le politiche delle professioni d’aiuto nel nostro paese sono spesso improntate più allo scontro che sul confronto tra professionisti di aree limitrofe; questo determina, oltre un impoverimento culturale e umano, un rallentamento nell’evoluzione delle nuove professioni nei termini di una maggiore riconoscibilità a livello sociale.

Ed è in questo scenario che si colloca l’esigenza di invitare l’autrice, presidente di una delle più importanti Associazioni di Counseling italiane a presentare il suo libro; una scelta politica a sostegno dell’affermazione di una professione e di tutti i Counselor italiani che negli ultimi trenta anni si sono impegnati in questo nel processo di costruzione e definizione della propria identità”.

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