Finisce nel peggiore dei modi la terza stagione targata City Football Group, con una sconfitta senza onore a Castellammare di Stabia, contro una neopromossa dalla Lega Pro, che ha messo cuore, grinta e rabbia per andarsi a prendere la semifinale playoff contro una squadra sulla carta molto più attrezzata. Ad affrontarsi al Menti la seconda squadra per monte ingaggi, il Palermo, e quella con il più basso tra tutte le venti squadre della Serie B, la Juve Stabia. Eppure per 90 minuti loro sembravano il Real Madrid e noi il Morterone.
Ma per il signor Galassi da Modena va bene così, loro, gli anglo-catalani, sono contenti e noi poveri idioti sbagliamo a pretendere rispetto, sudore e risultati dalla squadra di calcio che sulla carta dovrebbe rappresentare la città di Palermo. Dovrebbe, perché in realtà l’unica cosa che lega questa società alla nostra storia sono i colori, che gli ha venduto Dario Mirri, e lo stadio che gli vorrebbe regalare Lagalla.
Oggi c’è stata la plastica dimostrazione di quanto Galassi avesse torto e la Curva Nord ragione. Un allenatore incapace di motivare la sua squadra persino in una partita da dentro o fuori. Calciatori demotivati, stanchi e incapaci di farsi squadra, di lottare, di aiutarsi e di reagire nei momenti di difficoltà. Sono solo un insieme scomposto di calciatori, qualcuno anche di buon livello, ma senza un perché oltre la tecnica individuale.
Ma va bene così, per il signor Galassi da Modena è stata allestita la squadra che volevano allestire. Quindi grazie Mirri che hai fatto una decina di milioni di plusvalenza vendendoci al City Football Group, che programma ottimi campionati di metà classifica in Serie B e anno dopo anno centra un obiettivo compreso tra il quinto e il decimo posto. Loro che capiscono di calcio, loro che a differenza di noi poveri idioti con l’anello al naso non cambiano gli allenatori. Perché noi palermitani, noi siciliani, noi italiani non abbiamo la loro grande cultura calcistica. Peccato però che il Presidente dell’U.S. Città di Palermo nei primi tre anni ci ha portato dalla B in Europa League, in un tempo in cui in Italia giocavano Ronaldinho, Zidane, Del Piero, Totti, Buffon e vincevamo un mondiale grazie ad un terzino che fino ad un mese prima vestiva la la stessa maglia che oggi veste Roberto Insigne, uno famoso per essere fratello di qualcun altro.
Allora grazie signor Galassi che ha aperto i nostri occhi, che erano malamente abituati a vivere il calcio con passione, insieme ai nostri presidenti. Il calcio si fa in un altro modo, nel vostro modo indegno della nostra passione e dei nostri sacrifici.
Chiudo sintetizzando con una sola parola i vostri primi tre anni a Palermo: Indegni!



