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Il turismo a Terrasini e le vacanze dorate dell’assessore

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoPost

Nota dei consiglieri comunali di opposizione: Perna, Baiamonte, Militello, Leone e Bozzo.

“Terrasini, con alle porte (ce lo auguriamo tutti) un ritorno alla normalità, oggi più che mai ha bisogno di una vera inversione di tendenza per ciò che riguarda il tema del turismo.

Una svolta, insomma, che faccia uscire il paese da quel “turismo di prossimità” in cui finora è stato confinato.

Terrasini – e sfidiamo chiunque a negarlo – è poco più che un paese di villeggiatura, oltre che un ritrovo per visitatori dei comuni vicini (in maggioranza giovani) che riempiono i tantissimi locali. Tutto molto bello, per carità. Ma sappiamo che siamo lontani anni luce dal turismo vero, quello che contraddistingue le località degne di fregiarsi di questo titolo.

Per questo davvero non capiamo il motivo per cui l’amministrazione comunale continua a spendere denaro dei cittadini (oltre 23 mila euro in questo caso) per  inviare assessori ( e altre persone) alle fiere internazionali del turismo Cui prodest? A chi giova se non alle vacanze del nostro assessore (e di altre persone) che in questi anni ha saputo dimostrare grandissima capacità nell’organizzare sagre, sagrette e festicciole, ma senza sapere andare oltre.

Se continuiamo, infatti, a organizzare sagrette e festicciole che attirano gli abitanti dei comuni limitrofi, a cosa serve andare in Brasile o in Russia (guerra permettendo) o negli Emirati?

Vogliamo forse proporre ai ricchi turisti arabi la sagra della pasta o lo yoga al tramonto o, peggio, la sfilata in piazza?

Tutti eventi, per carità, ottimi per attirare i nostri amici dei paesi vicini, ma non per un determinato target di turisti orientato verso altre mete.

La linea di un turismo “provinciale”, di quantità più che di qualità, di spasso e villeggiatura, scelta dall’amministrazione, quindi, non giustifica nella maniera più assoluta l’invio del nostro assessore (e di altre persone) alle fiere internazionali del turismo.

Sarebbe molto più serio adottare strategie diverse su mezzi di promozione, auspichiamo che presto si possa aprire un serio dibattito sul futuro del turismo, a cominciare dall’esigenza di fornire Terrasini di figure autorevoli e competenti capaci di far realizzare al nostro paese quell’agognato salto di qualità”.

 

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