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Che tristezza Messina nel giorno della prima dell’AC Palermo in D

messina athletic palermo al franco scoglio

C’è un’immagine che più di ogni altra racconta il presente del calcio a Messina: cinquecento persone disperse sugli spalti del “Franco Scoglio”, un catino da quarantamila posti che rimbomba di vuoti più che di cori. È lo stesso territorio che vent’anni fa, il 22 maggio 2004, vide il derby con il Palermo trasformarsi in rito collettivo: città intere in strada, balconi affacciati sull’altro stadio della città il “Giovanni Celeste”, palcoscenico di quel mitico derby. Un esodo di tifosi rosanero pronti a festeggiare la serie A e un Messina lanciato verso lo stesso obiettivo. Da allora il tempo ha cambiato tutto: il Palermo è passato dal baratro della D alla più strutturata multinazionale del calcio; a Messina, invece, la mappa si è frantumata tra una ACR in Serie D zavorrata da –14 e altre realtà locali (oggi l’ex Sant’Agata e il Messana in Eccellenza), senza una direzione comune.

Il confronto con il passato è inevitabile proprio perché oggi lo spettacolo è dimesso. A fronte dell’entusiasmo di un tempo, la cronaca restituisce una normalità grigia: uno 0-0 all’esordio contro l’Athletic Club Palermo, nuova sigla del panorama palermitano che prova a costruirsi passo dopo passo. Un tempo per parte e poche certezze: nel primo, meglio i nerorosa, pericolosi con Micoli di testa su corner e padroni del campo senza affondi risolutivi; nella ripresa il Messina alza il baricentro e sfiora il colpo con Daquinto, fermato da Greliak, e con un successivo tocco d’esterno per Roseti che non trova il tap-in. Nel finale, l’ultima scossa è dell’Athletic: iniziativa di Concialdi e incornata di Lores Varela a lato.

Non sono i dettagli tecnici a pesare, ma il contesto. Il “Franco Scoglio”, nato per le notti grandi, oggi è un teatro fuori scala per una squadra allestita in corsa, con un handicap di classifica e un pubblico che fatica a riconoscersi in un progetto. La fotografia è onesta: il Messina gioca, lotta, si compatta nel secondo tempo, ma attorno il paesaggio resta rarefatto. L’eco dei seggiolini vuoti parla più delle trame in campo.

Anche la controparte contribuisce al cambio d’epoca: non più il Palermo di allora, ma l’Athletic Palermo, realtà emergente che mette ordine, corsa e applicazione. È un segnale dei tempi: identità nuove provano a farsi spazio mentre i vecchi riferimenti arrancano. Non c’è scandalo, c’è semmai una malinconia civile: il calcio cittadino non è un calendario di risultati, è un patrimonio emotivo condiviso, e quando si sfilaccia lo si avverte nelle voci che mancano, nelle bandiere che restano piegate.

Il pareggio muove appena la stagione, ma il tema vero è un altro: restituire senso al luogo, ricucire il legame tra squadra e comunità, riaccendere un’appartenenza che vada oltre l’emergenza. Servono idee chiare, una rotta credibile e tempo: senza, il “Franco Scoglio” continuerà a sembrare un anfiteatro per qualcun altro. Oggi il Messina ha salvato lo 0-0; domani dovrà provare a salvare la propria storia dalla normalità dell’indifferenza. La partita più difficile non si gioca sul prato, ma negli spazi vuoti degli spalti.

E dal canto suo, altrettanto ardua sarà la sfida dell’AC Palermo, conquistarsi un posto nel cuore di una città che ha ricominciato a pulsare per i suoi beniamini, pronti a solcare nuovamente il palcoscenico della serie A. Noi per la prima casalinga contro la Vigor Lamezia ci saremo e speriamo che tanti altri cuori rosanero si avvicinino all’AC Palermo, perchè come si è visto oggi al Franco Scoglio, il calcio senza tifosi non è calcio.

Palermitano, classe '73, Simone è l'esperto IT di Mediartika e co-fondatore di Media Post Network. Alla competenza tecnica nel campo dell'informatica e dei media digitali, unisce la passione per la scrittura, dilettandosi a raccontare soprattutto il mondo dello sport, con un occhio di riguardo per il calcio. Proprio dalla sua prospettiva informata e dalla sua curiosità trae ispirazione per commentare non solo eventi sportivi, ma anche per condividere opinioni e riflessioni sulla Sicilia e sull'attualità in generale.

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