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Bayesian, il super yacht affondato al largo della Sicilia era vulnerabile ai venti estremi

Bayesian

L’inchiesta tecnica del Maib svela falle progettuali: esclusa l’ipotesi dell’inondazione, si fa strada la tesi di un’imbarcazione instabile sotto raffiche intense. Sei le vittime, tra cui il miliardario britannico Mick Lynch.

LONDRA – Un’imbarcazione da sogno trasformata in trappola mortale. A nove mesi dal tragico affondamento dello yacht Bayesian al largo della Sicilia, un rapporto tecnico redatto dal Marine Accident Investigation Branch (Maib) del Regno Unito rivela dettagli inquietanti sulle cause del disastro. Il documento, presentato ieri a Londra, individua una “vulnerabilità strutturale ai venti estremi” come principale causa del naufragio, aprendo scenari pesanti su possibili difetti di progettazione.

Lo yacht, un superyacht di lusso costruito in Italia, era ormeggiato al largo di Porticello la notte del 19 agosto 2024 quando, secondo la ricostruzione dei tecnici britannici, fu investito da raffiche di vento che sfiorarono i 130 km/h. Le folate, colpendo lo scafo con un’inclinazione perpendicolare, avrebbero causato il repentino sbilanciamento del natante, provocandone una inclinazione di 70 gradi giudicata “irrecuperabile” dagli investigatori.

A bordo c’erano 22 persone. L’incidente costò la vita a sei di loro, tra cui il proprietario dello yacht, il 59enne Mick Lynch, magnate britannico del settore tecnologico, noto per i suoi rapporti con servizi segreti occidentali, tra cui quelli britannici e israeliani. Persero la vita anche cinque ospiti e un membro dell’equipaggio, mentre i sopravvissuti furono tratti in salvo dopo ore drammatiche in mare.

Il rapporto tecnico esclude una delle prime ipotesi circolate nei giorni successivi all’affondamento, ossia la possibilità che l’acqua fosse entrata a bordo attraverso portelloni lasciati aperti per errore. Gli esperti del Maib sono categorici: «Nessuna evidenza concreta indica un’inondazione interna. Le analisi puntano su un deficit di stabilità dovuto alla risposta dell’imbarcazione a raffiche laterali di elevata intensità».

Andrew Moll, capo ispettore del Maib, ha parlato senza mezzi termini di “una vulnerabilità strutturale al vento non compatibile con un natante di quelle dimensioni e caratteristiche”. Secondo il rapporto, questa fragilità non sarebbe stata in alcun modo segnalata nella documentazione tecnica fornita al proprietario né nel libro di bordo, lasciando l’equipaggio e gli occupanti ignari del potenziale rischio.

La stampa britannica, in particolare la BBC, ha definito il contenuto dell’inchiesta “scioccante”, sottolineando come Bayesian fosse considerato un gioiello della cantieristica di lusso europea. Ora, però, si aprono interrogativi pesanti sul processo di certificazione della stabilità dell’imbarcazione, sulle responsabilità del cantiere costruttore e sulle mancanze informative che potrebbero aver contribuito al dramma.

Parallelamente al lavoro del Maib, prosegue l’indagine giudiziaria avviata dalle autorità italiane, che sta esaminando in particolare la catena delle autorizzazioni e le eventuali omissioni nella gestione della sicurezza a bordo. Gli inquirenti britannici e italiani collaborano a stretto contatto per incrociare gli esiti delle rispettive inchieste.

Il naufragio dello Bayesian rappresenta uno degli episodi più gravi avvenuti in acque italiane negli ultimi anni, anche per l’eco internazionale dovuta alla figura di Mick Lynch, figura di spicco dell’imprenditoria tecnologica e uomo dai contatti riservati nei circuiti diplomatici e dell’intelligence.

Il rapporto del Maib non è vincolante sotto il profilo giuridico, ma getta una luce nuova su un disastro che, con ogni probabilità, poteva essere evitato. Ora si attende di capire se emergeranno responsabilità dirette sul piano industriale o progettuale, e se vi saranno conseguenze legali per il cantiere navale coinvolto.

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