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Vitti ‘na crozza: la storia dei fratelli Li Causi raccontata da Piscopo e Zarcone

La storia dei fratelli Totò e Franco Li Causi, musicisti di Porto Empedocle, in un libro di Giuseppe Piscopo e antonio Zarcone

Ci sono città che per inspiegabile casualità, o forse per un disegno ben preciso, regalano all’umanità eccellenze nei più svariati campi della scienza, della tecnica e della letteratura. Porto Empedocle, città agrigentina, ne è esempio illustrissimo, a cominciare dal filosofo che le dà il nome, per continuare con Andrea Camilleri. Vi sono personaggi illustri che però, come spesso accade non hanno avuto il giusto riconoscimento per il loro talento: tra questi i fratelli Totò e Franco Li Causi, eccelsi musicisti, autori di più di duemila brani, il più famoso di tutti Vitti na Crozza, antico testo popolare siciliano reso immortale dalle musiche dei fratelli empedoclini.

Tra il 1950 e il 1951, nella Sicilia del dopoguerra, Pietro Germi si aggira a Favara per girare il film “Il cammino della speranza”; da questo cammino nelle terre assolate e miniere di zolfo agrigentine due scrittori e musicisti favaresi, Giuseppe Maurizio Piscopo e Antonio Zarcone, che sarebbero nati tre anni dopo, affrontano la felice fatica di restituire la storia e la musica dei fratelli Li Causi, nel bel libro “Vitti ‘na crozza – La storia e la musica dei fratelli Li Causi“, Lilit Books, pagine 144, 20 euro, con una prefazione di Marco Betta e postfazione di Carlo Aonzo. Franco e  Totò Li Causi sono due grandi musicisti siciliani che hanno reso Agrigento città della musica, portando la Sicilia in ogni parte del mondo. Nella pubblicazione, realizzata con il contributo della regione siciliana e dei Comuni di Agrigento e Porto Empedocle, testo e musica diventano un binomio inscindibile per comprendere appieno la portata di questi eccelsi musicisti. Allegato al libro infatti un prezioso cd  con le musiche dei fratelli Li Causi eseguite da Tom Sinatra, erede spirituale dei due musicisti, con Olga Begeza alla fisarmonica, Giuseppe Porretta al violino e Mauro Cottone al violoncello. Presente naturalmente una splendida esecuzione di Vitti ‘na crozza, cantata da Antonio Zarcone e arrangiata da Tom Sinatra. Nel volume anche le testimonianze dirette dei figli Davide e Franco Li Causi che hanno fornito alcune immagini originali. “Si tratta di un lavoro sulla nostra identità che rimette i Fratelli Li Causi nello spazio che meritano  – dichiarano gli autori – in modo che questa storia non finisca nel dimenticatoio. Quello che rappresentano per noi i Fratelli Li Causi è ancora qualcosa di emozionante”.

La storia della paternità della canzone Vitti ‘na crozza è un giallo avvincente, concluso con l’attribuzione da parte della Siae all’autore Franco Li Causi il giorno della sua morte, avvenuta il 4 giugno1980. Pietro Germi infatti non inserì nei titoli il nome di Franco Li Causi come autore della partitura della canzone, su testo probabilmente cantato dai minatori dentro le miniere, un inno in chiaroscuro sulla morte e sulla vita che incarna perfettamente l’essenza del popolo siciliano.

 

Giuseppe Maurizio Piscopo
Nato a Favara nel 1953, maestro elementare e scrittore. Ha collaborato con Radio Rai Sicilia e attualmente scrive per diverse testate, tra le quali Sicilia On Press, Malgrado Tutto, Ripost. Ha pubblicato inoltre Musica dai saloni, (Nuova Ipsa Editore),  Merica viaggio verso il nuovo mondo con Salvatore Ferlita (Sciascia Editore), La maestra portava carbone con Salvatore Ferlita (Torri del Vento Editore), Raccontare Sciascia (Navarra editore).

Antonio Zarcone
È nato a Favara nel 1953. È fondatore del Gruppo di canto popolare favarese. Alcuni testi recuperati vengono pubblicati nel volume Canti dell’emigrazionedi V. Savona e Michele Straniero, Ed.
Garzanti, e pubblicati nel Lp Toli Tolidella Fonit-Cetra. In occasione della ricorrenza dei 150 anni dalla nascita dello scrittore Luigi Pirandello, insieme al Pirandello Stable Festival Antonio Zarcone ha partecipato a diverse tournèe nei maggiori Istituti di Cultura italiana presenti in Europa e nel mondo (Malta, Oslo, Stoccolma, Atene, Pechino).

Antonio CatalfioPalermo Post

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