Vandali su Torre Pozzillo, ma l’abbandono è la vera ferita

Vigila da secoli sulla costa di Cinisi, testimone silenziosa di storia e battaglie, ma non riesce a proteggere se stessa dall’inciviltà e, soprattutto, dall’abbandono. La storica Torre Pozzillo si è risvegliata sfregiata, ferita dall’ignoranza di una bomboletta spray. Una dedica d’amore insulsa e simboli indecifrabili ora deturpano le sue antiche pietre, ma per i cittadini di Cinisi questo è solo il sintomo di una malattia ben più grave: la colpevole incuria delle istituzioni.
Il monumento, risalente al Cinquecento e parte del sistema di avvistamento costiero siciliano, si trova in uno stato di totale vulnerabilità. Non è sorvegliato, non è illuminato, è semplicemente lasciato in balia di chiunque. Un degrado che ha trasformato un gioiello storico, situato in un contesto paesaggistico straordinario alle spalle dell’aeroporto, in una tela per vandali.
A far infuriare i cittadini è soprattutto il paradosso che circonda la mancata illuminazione della torre. Per anni, la richiesta di valorizzarla con un impianto di luci è stata respinta per una presunta e mai provata interferenza con le rotte aeree del vicino scalo Falcone e Borsellino. Una motivazione che suona come una beffa, quando a pochi passi dalla torre le notti estive sono illuminate a giorno dalle luci stroboscopiche di lidi e locali che funzionano come discoteche a cielo aperto. “Davvero quattro faretti a led sono un problema per gli aerei o semplicemente manca la volontà di valorizzare il nostro patrimonio?”, si chiedono amaramente i residenti.
Ora la misura è colma. La cittadinanza lancia un appello diretto alla sindaca Vera Abate e alla sovrintendente Selima Giuliano. Si chiede un intervento duplice e non più rinviabile. Il primo, immediato: un restauro conservativo per cancellare l’offesa delle scritte e scongiurare l’effetto emulazione. Il secondo, strategico: dotare finalmente la torre di un sistema di tutela permanente, con un’illuminazione architettonica adeguata e una videosorveglianza che possano fungere da deterrente. Un atto dovuto per restituire dignità a un monumento e sicurezza a un pezzo di storia di Cinisi.



